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Lo Stato Sociale contro la violenza alle donne

La band è testimonial di una campagna dell'associazione Mondo Donna onlus.


di redazione
Categorie: Donne
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Lo Stato Sociale testimonial della campagna di fundraising #sportelliaperti per garantire la continuità dei servizi offerti dagli sportelli antiviolenza Chiama ChiAma dell'associazione MondoDonna Onlus.

"Mandiamo in vacanza la violenza contro le donne" questo lo slogan della campagna di fundraising #sportelliaperti lanciata oggi a favore degli sportelli antiviolenza Chiama ChiAma che si rifà alla canzone "Una vita in vacanza" de Lo Stato Sociale nelle vesti di testimonial, con indosso le magliette dal classico stile "voglio", figuranti questa volta dei messaggi inerenti al progetto, come "Voglio mettere il dito" scelta da Albi per l'importanza di intervenire "tra moglie e marito, fidanzato e fidanzata... se c'è violenza, non c'è amore. E non possiamo rimanere lì senza muovere un dito".
Una scelta per parlare ai giovani in maniera ironica sì, ma soprattutto la scelta di chiedere a cinque uomini di metterci la faccia per lanciare un messaggio forte: la necessità di una presa di coscienza maschile sulla violenza di genere.

Nella sola Emilia Romagna sono avvenuti 11 femminicidi e più di 3500 donne si sono rivolte a centri antiviolenza, nel solo 2016. Nello stesso anno a Bologna sono 870 le donne che hanno chiamato il numero nazionale 1522, mentre la maggioranza delle donne che si rivolge a Chiama ChiAma risulta provenire da altri paesi a testimonianza dell'impegno storico della "casa madre" MondoDonna Onlus in favore delle donne migranti, nonché una conferma del fatto che la violenza maschile non fa discriminazioni.

Una piaga sociale che va debellata aiutando tutti i giorni le vittime delle violenze. Ad oggi sono nove gli sportelli antiviolenza fra Bologna e Riccione (Bologna, Granarolo, San Benedetto Val di Sambro, Argelato, Funo, Bazzano, Castello di Serravalle, San Giovanni in Persiceto, Cattolica) con l'obiettivo di aprirne un decimo a Vergato. Un progetto che punta alla prossimità e al presidio del territorio affinché le donne si sentano più sicure e gli uomini prestino più attenzione.

Fin dal 1995 attraverso gli sportelli antiviolenza le donne trovano ascolto e orientamento, sostegno psicologico e consulenza legale in modo del tutto gratuito. Ogni giorno di apertura di uno sportello Chiama ChiAma, infatti, costa 220 euro e viene finanziato da istituzioni locali quali Comune e Regione, ma spesso non basta a garantire continuità del servizio, né per potenziarlo. Da qui l'idea di lanciare la campagna #sportelliaperti donando attraverso il sito www.chiamachiama.org per raccogliere i fondi necessari.

Parlarne solo il 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, non è sufficiente per questo i Centri Antiviolenza Chiama ChiAma di Bologna e del Distretto di Riccione gestiti dall’Associazione MondoDonna promuovono e partecipano a numerose iniziative dedicate alla formazione, alla sensibilizzazione, alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere contro le donne. Tra queste ricordiamo la mostra "Il senso del corpo" nella Sala Esposizioni Cavazza visibile fino al 28 novembre inserita nel calendario del Festival La violenza illustrata.

Flavia De Marco

ASCOLTA L'INTERVISTA AD ALBI E CAROTA DE LO STATO SOCIALE:

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