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'Living the Border', inizia la tre giorni di Ventimiglia

Chiamata internazionale dei No Borders per l'iniziativa, che si conclude domenica. Obiettivo: "Condividere le pratiche".


di Alessandro Albana
Categorie: Movimento, Migranti
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Inizia oggi 'Living the Border', la tre giorni di iniziative a Ventimiglia convocata dal Presidio Permanente No Borders. "Condividere le pratiche sul territorio", è l'obiettivo dichiarato della tre giorni, alla quale stanno già affluendo attivisti e gruppi da tutta Europa. Dopo un mese e mezzo, il presidio dei migranti a Ventimiglia continua a vivere. Intanto, nel Mediterraneo si continua a morire e l'Ungheria continua a far parlare di sè con le immagini dei migranti costretti a viaggiare stipati in corridoi e posti bici sui treni.

"C'è un certo fermento, qui al presidio", raccontano da Ventimiglia. Là, sul confine tra l'Italia e l'Europa, dove un mese e mezzo fa i migranti si sono arroccati sugli scogli e hanno dato vita a un presidio che non accenna a disciogliersi, inizia oggi 'Living the Border', una tre giorni di assemblee e incontri per "approfondire e informarci, trovare prospettive comuni", con l'obiettivo di "riuscire a condividere una serie di pratiche sul territorio per attivare politiche di deposizione dal basso, qui e ora".
"Più volte è stato chiesto: 'ma al di là di dare informazioni, di creare un punto d'caccoglienza autogestito, ci sono prospettive di lotta?' Secondo noi sì, assolutamente - spiegano dal presidio - Solo che riguardo alla questione dei confini e delle politiche discriminatorie e razziali, per noi la risposta deve essere necessariamente transnazionale. Il primo obiettivo di questa tre giorni è quello di connettere i singoli nodi di questa rete transnazionale che già si battono contro i confini e le politiche razziali".

Una tre giorni convocata con una chiamata internazionale, perchè, spiegano, "La questione di Ventimiglia non sta solo a Ventimiglia, si dispiega su tutto il territorio europeo". Una questione, continua un attivista del presidio,  con la quale "è emerso il lato oscuro dell'Europa, il passato che non passa".
Sono già molte le persone che hanno raggiunto Ventimiglia per questo finesettimana di iniziative. "Arriveranno i sans papier da Roma, attivisti da Calais, da Parigi, dal Brennero. Stiamo cercando di costruire una mappa dei vari luoghi in cui c'è una concentrazione di contraddizioni intorno alla questione dei rifugiati". Calais e il Brennero, infatti, replicano quanto accade a Ventimiglia e vedono migranti e rifugiati bloccati al confine, senza possibilità di passare.
Dal presidio rilanciano: "Si sta ragionando su una mobilitazione diffusa a ottobre, ma noi agiamo già come se i confini non ci fossero. Non passiamo aspettare i tempi della politica europea, ci sono migliaia di persone che vogliono passare"

Intanto nel Mediterraneo si continua a morire. Questa mattina decine di migranti sono morti al largo delle coste libiche perchè il gommone sul quale viaggiavano "si è sgonfiato", come rivelano alcuni sopravvissuti.
E dopo la dichiarata volontà di costruire un muro anti-immigrati sul confine con la Serbia, oggi l'Ungheria torna a far parlare di sè a seguito della diffusione delle immagini di migranti e rifugiati ammassati sui treni e costretti a viaggiare in corridoi e posti bici dei vagoni.


Ascolta l'intervista a un attivista No Borders

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