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Lista Tsipras, il pasticciaccio brutto di Barbara Spinelli

Non si attenuano le polemiche dopo la retromarcia della giornalista che non si dimetterà dall'europarlamento


di Francesco Ditaranto
Categorie: Politica
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Che sia stata o meno una scelta collettiva, è ormai certo che il candidato della lista Tsipras in quota Sel, Marco Furfaro, resterà in Italia. Nella scelta tra Sel e Rifondazione Comunista, Barbara Spinelli ha deciso di penalizzare la prima, e le conseguenze potrebbero non ridursi a Bruxelles.

Più che una retromarcia, quella di Barbara Spinelli è stata una manovra, di quelle difficili, come un parcheggio in salita. Di quelle, per intenderci, che possono decidere dell'esito di un esame di guida. Fatto sta che Barbara Spinelli, che fino a pochi giorni fa confermava, come più volte ripetuto in campagna elettorale, che avrebbe lasciato il seggio al Parlamento Europeo, ha deciso di fare parte del consesso continentale, "facendo fuori" di fatto Marco Furfaro, il giovane candidato in quota Sel, arrivato secondo nella circoscrizione centro. La notizia, dopo giorni di tira e molla, durante i quali Spinelli si era rifugiata nella sua casa di Parigi, è giunta sabato, via mail, al termine di una tesissima assemblea dei comitati territoriali dell'Altra Europa per Tsipras. Pare che sia stato lo stesso Alexis Tsipras a chiedere alla giornalista di mantenere il posto conquistato, immaginando per la figlia di Altiero Spinelli, autore del Manifesto di Ventotene, la vicepresidenza dell'europarlamento.

Sono state fasi concitate quelle appena consumatesi. Nella notte di giovedì, Massimo Torelli, coordinatore nazionale, chiama Furfaro e Forenza (l'altra eletta, ma in quota Rifondazione), per comunicare loro che Barbara Spinelli ha definitivamente rinunciato. Poche ore dopo, pare per intercessione del sociologo Luciano Gallino, la giornalista torna ancora sui suoi passi. Infine arriva la mail, giunta al termine dell'assemblea, e dunque praticamente non dibattuta, che ha reso definitiva una decisione.

Barbara Spinelli, quasi non bastasse il potenziale distruttivo della sua decisione per gli equilibri del neonato progetto e, nello specifico, per quelli di Sinistra Ecologia e Libertà, ha accusato i vendoliani di ambiguità rispetto al progetto Tsipras (con riferimento a quella parte del partito che, si dice, vorrebbe entrare nel PSE), forse volendo giustificare così, la decisione di penalizzarli.

"Non c'è nessuna ambiguità in Sel. C'è stato un congresso che ha deciso in un senso. Se poi qualche pezzo del partito vuole fare altro, si tratta di responsabilità individuali" tuona Maso Notarianni, giornalista e membro del comitato milanese della lista.

"Barbara Spinelli ha fatto una scelta politica. Mi rifiuto di vederla diversamente. Ha escluso -continua Notarianni- un pezzo importante del progetto Tsipras (Sel, ndr). Ha fatto una scelta sbagliata, innanzitutto perchè se uno dice una cosa poi la deve fare. In questo momento storico è quanto viene richiesto a chi si professa diverso dagli altri."

"Non so cosa succederà adesso. Questo processo può continuare ad andare avanti se si ricompone. Diversamente molta gente che prima della lista Tsipras rimaneva a casa, tornerà a restarsene a casa. E io per primo" conclude Maso Notarianni.


Ascolta l'intervista a Maso Notarianni

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