Libri per non scottarsi! Eh già, perchè la maratona spiaggia-lettino esige ogni tanto un momento di refrigerio, e perchè allora non portarsi, insieme all’abbronzante e all’asciugamano, un buon libro? In questo spazio alcune letture da tenere sotto l’ombrellone e ovviamente… la colonna sonora!

(fanculopensiero) di Maksim Cristan

Tutto attaccato. Un’imprecazione e un inno. Uno slogan contro l’impecorimento progressivo che ci costringe ad andare avanti seguendo la fila, a testa bassa, senza fare domande, senza farci domande.
Maksim col suo sorrisetto sardonico e l’ironia pungente ed affettuosa di un umano che osserva i suoi simili e bonariamente li spiega (o tenta di farlo), in questo libro, che puzza di strada e di vita vissuta perchè scelta, ti obbliga a guardare in faccia l’individuo più pericoloso e più enigmatico che possa esistere. Il tuo IO.

ora fermatevi, smettete per un attimo di fare quello che state facendo, appoggiate per terra questo libro e chiedetevi:“cos’è che in questo momento vorrei fare più di ogni altra cosa?” E fatelo.

Fanculopensiero, si dice il senzatetto che non sa se il domani arriverà, ma del resto chi di noi può saperlo con certezza?
Fanculopensiero è quello che dice la gente, ogni giorno, preferendo lasciarsi guidare dai doveri, piuttosto che guidare la propria volontà.
Ma la gente è fatta di persone, e sono persone quelle che Maksim incontra nei suoi vagabondaggi e grazie alle quali riesce a pubblicare il suo libro, dapprima autoprodotto e venduto, mano a mano.  
L’autore si presenta senza alcuna pretesa, ci racconta la storia di un uomo che nel mezzo del cammin di nostra vita, sceglie di mandare tutto all’aria. Giovane manager croato in carriera, un bel giorno lascia la macchina in mezzo al traffico, mentre i suoi due cellulari squillano ancora all’impazzata. Si dirige in stazione dove prende il primo treno diretto ad ovest. Non è colpa sua, è solo “il piede che a un certo punto si è rifiutato di premere sull’acceleratore”.
Si ritrova così a Milano, senza un tetto, a reinventarsi una nuova vita. Un unico imperativo: “Vivere facendo solo ciò che ci dà gioia”. Lui l’ha fatto, anche se per farlo ha conosciuto la fame, la fame vera, e il freddo, quello che minaccia di farti cadere in un sonno senza risveglio. Ed è riuscito a diventare ciò che avrebbe sempre voluto essere: uno scrittore, di strada.
Non so se lo farete voi, magari non ne avete bisogno, ma vivere secondo la propria coscienza credo  sia l’insegnamento più grande cha da un libro si possa trarre.

Da ascoltare:

Patty Smith – People have the power
Mccs – Fanculopensiero

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Orfani: Ringo, n° 9 Tabula Rasa, Bonelli.

È uscita il 19 giugno nelle edicole “Tabula rasa”, il nono numero di un fumetto edito da Bonelli (lo stesso editore di Dylan Dog e Tex), la seconda stagione della serie creata da Recchioni e Mammucari.
In un futuro distopico (speriamo!) la Terra sta morendo. L’economia si è spenta, la società si è militarizzata in attesa della fine. Un gruppo di ribelli percorre pianure sommerse dalla nebbia tra cataste di maiali sacrificati e pioggia di cenere. Lo sceneggiatore Matteo Uzzeo inserisce nei dialoghi brani dei Csi e Cccp, che si rivelano in modo del tutto scorrevole e naturale, per rievocare le atmosfere malate dell’Emilia Paranoica in quel nulla che permea gli spazi e i personaggi, dipinti a colori sgargianti con un’alternanza di toni caldi e freddi nelle tavole. I tratti dei volti scalfiti dalla penna di Matteo Cremona, paiono prendere vita, alimentati dalla fiamma eterna della speranza, che quella si sa, non ci abbandona mai.

Da ascoltare:

Csi – Matrilineare
Cccp – Rozzemilia

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La meccanica del cuore di Mathias Melzieu

Chi l’ha detto che non si deve “non giudicare il libro dalla copertina”?
La meccanica del cuore” si avvale di Benjamin Lacombe, artista lowbrow, che ritrae in copertina i due giovani protagonisti della storia, teneri e inquietanti, oscillanti tra colori pastello e sfumature dark.
L’autore del libro è Mathias Malzieu, leader del noto gruppo Punk rock francese contemporaneo, i Dionysos.
La meccanica del cuore” risulta essere una lettura piacevole, a metà strada tra il racconto picaresco e la fiaba. Forse un perfetto esempio di fiaba post-moderna, essendo ottenuto dal collage e dalla sovrapposizione di stili, dal ridondante barocchismo di certi passaggi, all’iperrealismo con cui vengono poi rese immagini ed espressioni.
Nonostante alcune imperfezioni (il finale appare frettoloso, ma forse è scritto appositamente per avere un seguito), Malzieu sa usare le metafore che, pur attingendo all’immaginario Tim Burtoniano, non perdono mai la freschezza e la spontaneità. L’autore crea una storia che si dà con suoni ed immagini piuttosto che con parole. Da questo libro è stato tratto un film di animazione, scritto e diretto dallo stesso Melzieu, coi disegni di Nicoletta Ceccoli e  prodotto da Luc Besson, uscito nel 2014, da vedere!

Da ascoltare:

Dyonisos – La mecanique du coeur (l’intero album)

Chiara Cantagalli