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Libia, sequestro lampo del premier Zeidan

Zeidan: "Sto bene, volevano le mie dimissioni"


di Francesco Ditaranto
Categorie: Esteri
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Mattinata convulsa a Tripoli dove è stato sequestrato e poi liberato il primo ministro. Nancy Porsia, giornalista italiana che vive in Libia, spiega quanto accaduto.

"Mi trovavo all'hotel Corinthia, subito dopo la notizia del sequestro del primo ministro Zeidan avvenuto questa notte. Intorno alle 11 c'è stata un'irruzione di decine di uomini armati che ha creato il panico nella hall dell'albergo. Nel giro di due minuti è apparso il premier Zeidan, che sembra sia stato arrestato su mandato della procura generale, per un'inchiesta su tangenti pagate ai federalisti per bloccare lo sciopero sugli impianti petroliferi". Questo il racconto di Nancy Porsia, che ha vissuto in prima persona questi concitati momenti.

In realtà, sembra che le ragioni dietro al sequestro siano diverse. In primis perchè nessun procedimento è in corso contro Zeidan, che, peraltro, gode dell'immunità.

Lo stesso Zeidan ha dichiarato di essere stato rapito per essere costretto a dare le dimissioni.

Rispetto alle ipotesi secondo le quali il premier sarebbe stato rapito in rapporto all'arresto, da parte delle forze speciali americane, di Al LIbi, considerato uno dei leader di Al Qaeda, la giornalista dice che " si tratta di un'ipotesi plausibile, poichè una fonte del Pentagono ha dichiarato che le autorità libiche sapevano e avevano dato il loro benestare all'operazione".

Da qui il malcontento per il mancato rispetto della sovranità libica, e il possibile rapporto con il sequestro lampo di oggi.


Ascolta l'intervista a Nancy Porsia, giornalista italiana in Libia
Tags: Esteri, Libia

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