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#LibertàDiDimora, si moltiplicano le adesioni

Aderiscono anche WuMing, Erri De Luca e Bifo.


di Alessandro Albana
Categorie: Movimento
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Il logo della campagna disegnato da Zerocalcare

Continuano le adesioni a #LibertàDiDimora, la campagna a sostegno degli attivisti di Hobo che prima si sono visti notificare due divieti di dimora e hanno poi visto finire agli arresti domiciliari cinque attivisti. Secondo WuMing 4 si tratta di "provvedimenti smisurati e senza senso".

È un fiume in piena quello scatenato dalla campagna #LibertàDiDimora, dopo che gli attivisti di Hobo Loris e Parvis si sono visti recapitare il foglio di via, lo scorso 29 aprile. Immediata l'adesione di Zerocalcare - autore del logo della campagna -, del professor Fumagalli e dello scrittore Pino Cacucci. In questi giorni hanno aderito anche Franco Berardi 'Bifo', Erri De Luca e il collettivo di scrittori WuMing, dopo che alla manifestazione di rom e sinti di sabato gli attori Alessandro Bergonzoni e Ivano Marescotti si erano fatti fotografare con il cartello #LibertàDiDimora.

Ma tante altre sono state le personalità pubbliche che hanno voluto sostenere la campagna, oltre alle centinaia di persone che hanno aderito. La campagna ha ricevuto su facebook più di 1100 adesioni. "Tacere è comunque sbagliato. Bisogna continuare a dirle, le cose. Lasciare correre è miope - sostiene ai nostri microfoni WuMing 4 - non è detto che campagne come queste possano davvero incidere, però lo spirito critico va salvaguardato"

Quella che era stata pensata come pubblica azione di solidarietà ai due attivisti di Hobo, si è presto trasformata in una campagna più ampia dopo che altri cinque attivisti del collettivo sono finiti agli arresti domiciliari la settimana scorsa. Lunedì, quando Ivan, uno degli attivisti, è rientrato in Italia (era in Turchia per motivi personali, ndr), i sostenitori della campagna lo hanno atteso in aeroporto. Attesa vana, perchè l'attivista è stato "accompagnato" senza tante cerimonie dalla polizia senza poter neanche vedere i solidali. "Sono provvedimenti smisurati e senza senso. Obbligare una persona ad andarsene, senza che sia sta emessa alcuna sentenza di condanna è un cosa senza senso. Tra l'altro non stiamo parlando di criminalità organizzata o mafia, ma di un collettivo", continua WuMing 4.

"In questo momento - dice ancora lo scrittore - assistiamo a una fase paranoica, dovuta al fatto che ci si aspetta una qualche esplosione sociale, per la piega che stanno prendendo le cose. Appena si muove qualcosa, a prescindere dalle sue dimensioni, preventivamente si mette mano al manganello e ai provvedimenti cautelari".
Un paio di giorni fa, intanto, il Resto del Carlino riportava sulla prima pagina locale la notizia che la campagna fosse in molti casi firmata - in particolare dai personaggi pubblici - senza che ne si conoscessero i contenuti.


Ascolta l'intervista a Wu Ming 4

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