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Legge elettorale regionale, Favia: "Attacco alla democrazia"

Un emendamento di Pd e Fi esclude di fatto la partecipazione delle liste civiche.


di redazione
Categorie: Politica
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Giovanni Favia definisce un "colpo di mano" e un "attacco alla democrazia" l'emendamento votato in commissione da Pd e Fi durante i lavori sulla riforma della legge elettorale regionale. Viene aumentato a 150 giorni il limite di giorni dalla scadenza naturale del Consiglio, annullando di fatto il dimezzamento delle firme necessarie a presentare le liste elettorali.

Il treno delle riforme corre bipartisan, non solo a livello nazionale con il "Patto del Nazareno", ma anche sul piano locale, dopo che ieri Pd e Fi si sono accordate in commissione Emilia-Romagna per far passare un emendamento sulla riforma della legge elettorale regionale. Tema del provvedimento è la raccolta di firme per presentare le liste. In caso di elezioni anticipate viene dimezzato il numero di firme necessarie: la legge nazionale prevede un limite di 120 giorni dalla scadenza naturale del Consiglio regionale (in questo caso il 28 marzo 2015), e secondo il parere del ministero andava fissato in 90 o 120 (quindi meno restrittivo). Il Pd, insieme a Fi, ha invece proposto e approvato un emendamento per aumentare a 150 giorni questo limite. Dal momento che il voto è previsto per il 9 novembre verrebbe ad annullarsi il dimezzamento delle firme per presentare liste elettorali, impedendo di fatto la partecipazione a liste civiche o nuovi movimenti.

"Il Pd si prepari alla guerra, un colpo di mano è un gioco sporco - avverte il consigliere Giovanni Favia - questo emendamento ad hoc farà sì che sarà impossibile il dimezzamento delle sottoscrizioni. Con agosto di mezzo e il mese prima delle elezioni dove non si possono raccogliere firme ci sarà solo un mese per fare primarie, organizzare liste, fare il programma partecipato e raccogliere firme. Le forze della società civile basate sul volontariato sono ovviamente tagliate fuori, lo sanno e lo hanno fatto apposta, è una cosa vergognosa".

L'ex-grillino vede così compromessa la possibilità di presentarsi alle prossime elezioni con una lista civica: "Il Pd era cosciente di questa lista fatta da realtà ambientaliste, che si battono per la sanità, per la scuola pubblica, un mosaico che vuole entrare nel palazzo perché stanchi di questi cialtroni - incalza Favia - I partiti sanno che la gente è disgustata e così impediscono a chi non è dei loro di presentarsi. È veramente democratico - ironizza il consigliere - non ti danno nemmeno la possiblità di partecipare alla competizione".

Andrea Perolino


Ascolta l'intervista a Giovanni Favia

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