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Legge elettorale, Italicum alla Camera con il rebus Senato

Approda oggi a Montecitorio la nuova legge elettorale


di Francesco Ditaranto
Categorie: Politica
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L'Italicum, la bozza di riforma del sistema elettorale che rappresentava l'asse tra Berlusconi e Renzi arriva oggi alla Camera. Tra emendamenti e proposte di congelamento, il ruolo del Senato appare decisivo per la legge elettorale.

Doveva vedere la luce a febbraio, ma l'accelerazione di Matteo Renzi verso la Presidenza del Consiglio, l'aveva derubricata per qualche settimana. Ora la riforma delle legge elettorale torna d'attualità e approda nell'aula della Camera. L'assise di Montecitorio dovrebbe procedere a tappe forzate, visto il contingentamento dei tempi di discussione.

Gli ostacoli però non mancano. Nelle scorse ore, il democratico D'Attorre ha presentato un emendamento per escludere dalla riforma ogni riferimento al Senato. Se l'emendamento dovesse ricevere il voto favorevole della camera bassa, il Senato non sarebbe toccato dall'Italicum e si voterebbe con il sistema precedente come rivisto dalla sentenza emessa dalla Corte Costituzionale lo scorso 4 dicembre.

Un'ipotesi, quest'ultima, che ha scatenato la rabbia di Forza Italia, che ha prontamente ricordato a Renzi che gli accordi, in questo caso l'accordo raggiunto al Nazareno nel discusso incontro tra il leader Pd e il Cavaliere, si rispettano.

Nel frattempo, sono sul tavolo altre ipotesi di modifica della legge. La più singolare legherebbe l'entrata in vigore dell'Italicum (per un periodo variabile dai 12 ai 18 mesi) alla riforma del Senato.

"La legge elettorale è pensata per la Camera. Dal punto di vista costituzionale la legge dovrebbe essere differente nelle due ali del Parlamento, perchè il Senato è eletto su base regionale. Con il sistema dei ballottaggi, ci sarebbero 20 ballottaggi, regione per regione, quindi ha senso una distinzione." afferma Davide Policastro, analista politico di You Trend.

Sul differimento dell'entrata in vigore dell'Italicum, per legarlo alla riforma del Senato Policastro è netto."Rimane un problema consistente vincolare una legge elettorale ad una riforma costituzionale. E' una cosa che è già accaduta, ma potrebbe essere una forzatura in un contesto del genere." spiega Policastro


Ascolta l'intervista a Davide Policastro

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