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Legge di stabilità, "non risolve problemi e può avere effetto recessivo"

Il commento di Giulio Marcon, deputato di Sel, rispetto alla manovra presentata dal Governo.


di Andrea Perolino
Categorie: Economia
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Presentata ieri la manovra di bilancio per il 2015 da 36 miliardi. Il premier Renzi e il ministro Padoan hanno annunciato 18 miliardi di tasse in meno e misure in favore dell'occupazione. Le coperture derivano da 15 miliardi di revisione di spesa, 11,5 dall'aumento del deficit e 3,8 dalla lotta all'evasione. Per Giulio Marcon (Sel) "è una manovra che non rilancia gli investimenti e avrà effetti sui servizi ai cittadini".

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella serata di ieri la legge di stabilità per il 2015. Una manovra che vale 36 miliardi di euro, di cui 18 serviranno - almeno nelle intenzioni di Renzi e del ministro Padoan - ad abbassare la pressione fiscale. Confermato il bonus di 80 euro in busta paga per un totale di 9,5 miliardi, mentre 500 milioni andranno a favore delle famiglie con figli fino al terzo anno di età. 1 miliardo sarà impiegato per la stabilizzazione di 150.000 precari della scuola, mentre 1,5 miliardi serviranno a sostenere i nuovi ammortizzatori sociali.

Le coperture alla Legge di stabilità saranno reperite in primo luogo dai 15 miliardi di spending review - di cui 6 dai risparmi dello Stato, 4 dalle Regioni, 1,4 dai Comuni e 1 dalle Province - dal recupero di 11,5 miliardi derivante dall'aumento del deficit dal 2,2% al 2,9%, e dai 3,8 miliardi che l'esecutivo spera di recuperare dalla lotta all'evasione fiscale. Una manovra che non convince per niente Giulio Marcon, deputato di Sinistra Ecologia e Libertà: "Non risolve i veri problemi a cui il paese deve far fronte, non rilancia gli investimenti e non crea nuovi posti di lavoro. Rischia di avere un effetto recessivo".

Al centro delle critiche di opposizione e sindacati è subito finita la voce che indica in 4 miliardi i risparmi che le Regioni dovranno approntare, come indicato dalla revisione di spesa. Una revisione che potrebbe facilmente tradursi in tagli lineari dei servizi ai cittadini e in un aumento delle tasse locali, soprattutto per quanto riguarda la sanità: "Gran parte dei bilanci regionali è dedicato alla sanità, sarà inevitabile un taglio ai servizi per la salute dei cittadini - avverte Marcon - e questo significa un aumento dei ticket o chiusura di reparti ospedalieri e altri servizi".

Come detto, l'aspetto su cui hanno voluto maggiormente far leva Renzi e Padoan è quello della riduzione delle tasse per 18 miliardi, intendendo con ciò (oltre al bonus Irpef) un intervento sull'Irap - da cui sarà eliminata la componente del costo del lavoro (per 5 miliardi) - e sgravi per le imprese che assumeranno lavoratori a tempo indeterminato (non pagheranno i contributi per i primi tre anni). Se Renzi sostiene di aver tolto qualsiasi alibi alle aziende per assumere, e lo stesso ministro Padoan rivendica l'utilità della manovra in funzione di un rilancio dell'occupazione, non la pensano allo stesso modo i sindacati, così come Giulio Marcon: "Non sono misure che fanno aumentare l'occupazione, sono misure che fanno risparmiare le imprese - sottolinea il deputato di Sel - L'unico modo per rilanciare l'occupazione è far ripartire l'economia e la domanda. Questo è solo un modo per alleggerire il peso economico delle imprese, ma non per assumere veramente".


Ascolta l'intervista a Giulio Marcon

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