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Legge di sicurezza, il governo spagnolo contro migranti e movimenti

Ha già incassato l'ok della camera e attende di essere approvato al senato il provvedimento che criminalizza migranti e movimenti.


di redazione
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Ha già ottenuto il via libera dal congresso spagnolo e adesso attende di essere approvata al senato. È la "ley mordaza", provvedimento voluto dai popolari del governo Rajoy che introduce nuovi reati e modifica alcune procedure penali e amministrative. Le vittime predestinate sono migranti e movimenti di protesta.

Sanzioni amministrative fino a 600mila euro, maggior valore probatorio alle testimonianze delle forze dell'ordine, divieto di disobbedienza alla forza pubblica, anche in assenza di reato. Infine, come consueto, giro di vite sull'immigrazione, con la possibilità di procedere a rimpatri forzosi senza passare per processi nè incontrare limiti di sorta.

È quanto prevede la cosiddetta "legge di sicurezza cittadina", o "ley mordaza", già approvata alla camera e in attesa del via libera definitvo al senato. L'approvazione, a meno di sorprese clamorose, dovrebbe essere a protata di mano, anche perchè "il senato è semplicemente un tramite, la sua approvazione è solo formale", come spiega il giornalista Luca Tancredi Barone, corrispondente dalla Spagna per il Manifesto.

La legge introduce una quarantina di nuove infrazioni ("codifica reati ancora non considerati reati", sotiene Barone) e una novità procedurale importante: la sanzione sarà applicata immediatamente senza passare da alcun processo. Il ricorso è possibile, ma solo dopo il pagamento della sanzione. Se la sanzione non dovesse essere pagata, l'autorità pubblica ha la possibilità di sequestrare - e poi vendere - i beni del trasgressore.

Il provvedimento conferisce alle forze di polizia un sostanziale rafforzamento delle proprie prerogative. La loro testimonianza acquisice infatti maggiore peso specifico - in termini probatori - rispetto a quelle dei civili. Gli agenti avranno poi la possibilità di applicare a chi non si attiene a una loro disposizione - anche in assenza di reato - il massimo della sanzione amministrativa, che può arrivare a 600mila euro.

Ma a essere nel mirino della ley mordaza sono soprattutto migranti e movimenti sociali e di protesta. Per i primi "si legalizzeranno i cosiddetti rimpatri forzosi a caldo", riferisce Barone. Si tratta di respingimenti eseguiti in flagranza, quindi compiuti immediatamente dopo l'attraversamento della frontiera spagnola, senza passare per un processo.
A essere colpiti saranno soprattutto i migranti che tenteranno l'ingresso nelle enclave spagnole di Ceuta e Melilla, in Marocco. Le implicazioni per rifugiati e richiedenti asilo sono chiare. Anche loro, infatti, potranno essere immediatamente respinti, senza che la richiesta di riconoscimento del loro status - si tratta, in molti casi, di rifugiati politici e soggetti in fuga da teatri di conflitto, carestia e contesti di caos generalizzato - venga passata al vaglio.

Vale la pena ricordare che Ceuta e Melilla sono prottete da recinzioni metalliche che, da qualche anno, si sono di nuovo dotate di dispositivi di dissuasione come lame e filo spinate. Le immagini dei migranti che tentano di attraversarle, sanguinanti e con tagli diffusi su tutto il corpo, sono note soprattutto in Spagna.

Giro di vite anche sui movimenti e le manifestazioni di protesta. La legge "cerca di criminalizzare le proteste cittadine, tipifica i reati che hanno a che fare con gli 'escrache' - che sono manifestazioni pacifiche -, le occupazioni di case sfitte, le manifestazioni di resistenza agli sfratti" dice Barone. Punite pesantemente anche le manifestazioni non autorizzate e l'interruzione di quelle autorizzate.

Intanto la Spagna si prepara a vivere un anno denso di appuntamenti elettorali, con le elezioni poltiche previste per novembre. Barone dubita che la legge di sicurezza possa penalizzare Podemos, il partito antiausterity nato a seguito delle proteste in Plaza del Sol del movimento 15M. Il provvedimento, intanto, ha ricevuto pesanti critiche dall'opposizione e da Amnesty International, Il dato è però chiaro, e ancora una volta si tenta di colmare il vuoto creato dall'indisponibilità politica ad affrontare le sfide del presente con il ricorso a dispositivi di repressione e prevenzione del dissenso.

Alessandro Albana


Ascolta le parole di Luca Tancredi Barone

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