Radio Città Fujiko

Le prospettive per la mobilità sostenibile

L'intervista all'assessore alla Mobilità Andrea Colombo


di redazione
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Il Comune non arretra sui TDays, ma pensa a riorganizzare il trasporto pubblico e ad estendere le piste ciclabili. Lanciata l'idea di una "tangenziale delle biciclette".

Non c’è metropoli, congestionata dal traffico nelle ore di punta e con livelli di inquinamento prossimi, o oltre i livelli di guardia, che non debba fare i conti con il tema della mobilità. La ricerca e il traguardo di una mobilità sostenibile è una sfida a cui la politica dovrà rispondere nei prossimi anni, in termini culturali e di finanza pubblica. Dal nord al sud dell’Italia, da Milano a Torino fino a Napoli i nodi da risolvere sono gli stessi, dai tagli imposti alle amministrazioni alle resistenze, talvolta esasperate, di commercianti e ristoratori.

Quando parla del suo piano per la pedonalizzazione del centro l’assessore di Bologna, Andrea Colombo, fa leva sulla parola coraggio e il dovere della politica di traghettare i cittadini verso il cambiamento, anche laddove si incontrino iniziali resistenze. Anna Donati, assessore a Napoli, a vent’anni di distanza da quando ricoprì lo stesso ruolo  a Bologna, riprende la stessa parola, coraggio. “A Napoli, con la giunta De Magistris, la pedonalizzazione del lungo mare è una realtà sette giorni su sette – afferma con orgoglio -  e poi  si è iniziato a dettare delle regole, dalla riqualificazione del centro storico come chiede l’Unesco alla lotta all’abusivismo, mentre il centro antico è finalmente zona a traffico limitato.” Ma non mancano le note dolenti: la regione Campania ha tagliato del 23% le risorse al trasporto pubblico, una corsa su quattro è stata cancellata. Una contraddizione di termini nel momento in cui si introduce la z.t.l. e si chiede ai cittadini di lasciare a casa l’auto.

Dalla Campania all’Emilia la partita per una mobilità “green” si gioca sullo stesso canovaccio, fra tagli delle risorse e antiche resistenze. L’assessore di Bologna Andrea Colombo non intende arretrare di una virgola sulla T pedonale –  “il centro affollato del weekend dimostra che siamo sulla strada giusta,  rendere attrattivo il cuore della città incentiva e non deprime i consumi.” Ai disabili risponde con l’aumento delle piazzole limitrofe alla T, l’introduzione di una seconda navetta che circolerà lungo il perimetro dal 15 ottobre e una centralina per ricaricare le carrozzine elettriche. Ma sugli investimenti, anche in tema di trasporto pubblico, inutile dire che pende una spada di Damocle. “Dopo i tagli contenuti nella spending review, abbiamo dovuto ricorrere a fondi regionali per salvaguardare il trasporto pubblico” – spiega l’assessore. Ma ormai il percorso è tracciato e si va diritti, compreso il progetto di una tangenziale delle biciclette, un anello ciclabile che seguirà le mura, per intersecarsi con le direttrici che giungono dalla periferia. I fondi sono già stati stanziati.

Non va meglio a Torino, dove l’assessore Claudio Lubatti, ammette il taglio di 8 chilometri di corse, a fronte di una riduzione delle risorse dal 2011 al 2013, rispettivamente del 3 - 9 e 15% su base 2010. “Una situazione kafkiana in un momento come questo, in cui l’aumento dei carburanti o la svolta negli stili di vita  fa registrare un incremento della domanda del 15%. Per salvare l’azienda- sostiene Lubatti – siamo stati costretti ad profonda riorganizzazione, cercando di conciliare la qualità del servizio con l’ineludibile diminuzione del costo di gestione.”

Milano, con l’assessore Pierfrancesco Maran in giunta Pisapia, si muove nella stessa direzione con un altro modello: la creazione di un’area C  a traffico limitato,  fino alla cerchia dei Bastioni, dove  l’accesso con l’auto costa 5 euro, 3 se si tratta di un veicolo commerciale. Risultato: una riduzione del traffico del 34%. Un progetto a tutto campo, con l’ampliamento del 5% delle isole pedonali, 20 mln di euro destinati alle piste ciclabili e 10 mln di euro per incrementare le corse del trasporto pubblico.

Da una metropoli all’altra sono le stesse difficoltà a rincorrersi, gli stessi linguaggi e modelli di soluzioni compatibili quelli con cui si guarda la futuro. Forse, almeno in tema di mobilità urbana, la sinistra delle amministrazioni ha trovato un terreno di unità.

Angelica Erta


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