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Le Coree e la vecchia contrapposizione tra blocchi

Una penisola divisa a tavolino e una guerra mai terminata.


di redazione
Categorie: Movimento
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Questa mattina ai nostri microfoni è stato ospite il professor Antonio Fiori, docente di Politiche e Istituzioni della Corea e dell'Asia orientale all'Università di Bologna, per comprendere cosa stia succedendo nel Sud Est Asiatico dall'inizio dei test nucleari della Corea del Nord.

Il susseguirsi di notizie da una zona del mondo e da due Paesi che poco conosciamo a livello storico, politico e culturale hanno portato a facili allarmismi. Secondo il professor Antonio Fiori "Il conflitto tra le due coree non è mai finito nonostante l'armistizio firmato per mettere fine al conflitto degli anni 50, che non si è concluso con un trattato di pace.

Il tiro è stato alzato dal test nucleae, il terzo, eseguito dalla Corea del Nord e condannato dalla comunità internazionale, preoccupata che questo Paese fosse in possesso di questo tipo di arma. Ma questo tipo di assertività del Paese è qualcosa che è già accaduto negli anni scorsi, almeno nel 2010 e nel 2006. "Così richiamano l'attenzione delle potenze occidentali per ottenere degli aiuti. Non dimentichiamo che la corea del Nord è uno dei paesi più poveri del mondo. "C'è una perdiodicità legata al fatto che i nord coreani con cadenza richiamano l'attenzione delle potenze occidentali per ottenere degli aiuti. Poche probabilità di un conflitto vero e proprio ma ciò che stupisce è l'alzare i toni fino a questo punto. Tutto il resto lo abbiamo già visto".

I fattori non sembrano nuovi, soprattutto, quelli legati all'assertività della Corea del Nord. C'è però un altro dato: sono cambiati i leader di tutta questa zona geopolitica, non solamente nelle due Coree ma anche in Cina e in Giappone. "La Cina è stanca della situazione diplomatica in cui si trova: i cinesi sono gli unici grandi alleati e non i controllori del Governo coreano. In ogni caso la leadership nordcoreana sta affermando la sua indipendenza politica".

Mentre gli Stati Uniti, protagonisti di questa zona dagli anni cinquanta, non solo sono stati l'interfaccia economica della Corea del Sud, aiutandone lo sviluppo economico, ma ne hanno sempre mantenuto una forrte influenza. Per questo in queste zone c'è un retaggio della vecchia contrapposizione tra blocchi durante la guerra fredda: la divisione tra sud e nord in Corea ne è l'esempio più lampante, visto che questa decisione "è stata decisa a tavolino per un gioco geopolitico, con americani da una parte e sovietici dall'altra".

Una cosa è certa: "I coreani dopo sessant'anni stanno pagando delle colpe che non sono addebitabili al loro stesso popolo. Questa escalation è frutto di qualche cosa che i coreani non avrebbero mai desiderato" conclude il professor Fiori.


Ascolta l'intervista ad Antonio Fiori professore dell'Università di Bologna

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