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Le 5 giornate di Milano con il MayDay No Expo

La parata dei precari quest'anno si scaglia contro l'esposizione mondiale.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
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Comincia oggi la cinque giorni di iniziative legate alla festa del Primo Maggio precario e in opposizione all'esposizione mondiale. Tra allarmismo securitario e promesse non mantenute da Expo 2015, la rete dei detrattori spiega le ragioni perché bisogna opporsi al modello propugnato dalla kermesse.

Non ci sono gli orti planetari, non c'è la biblioteca europea, non c'è la ristrutturazione delle cascine di Milano, non ci sono le metropolitane né i 70mila posti di lavoro promessi. È lunga la lista delle cose che mancano ad Expo 2015, alla quale si aggiungono quelle non ancora ultimate, come riportano le cronache dei giornali.
Molte di queste mancanze furono pronosticate con ampio anticipo dalla rete No Expo, che ora qualcuno cerca di additare come il nemico pubblico numero uno, se non addirittura come il responsabile del possibile flop che potrebbe contraddistinguere l'esposizione mondiale.

In realtà, i detrattori della kermesse mondiale da tempo si oppongono al modello socio-produttivo che essa rappresenta e propongono anche una visione diversa, come è stato ad esempio per la battaglia (vinta) sulle Vie d'Acqua.
Un modello, quello di Expo, che non tarda a manifestarsi, come testimonia la vicenda Manpower sul lavoro che i giovani avrebbero rifiutato e che, grattata la superficie, si è dimostrata una bufala, svelando le condizioni di lavoro e i trattamenti salariali a cui molti giovani sarebbero andati incontro, inducendoli al rifiuto anche se in tempi di crisi.
Il primo maggio milanese, dunque, si opporrà a questo modello, tradotto dal governo Renzi col Jobs Act e lo Sblocca Italia.

La rete No Expo si prepara, dunque, a dar vita alle 5 giornate di Milano, che prenderanno il via quest'oggi con una contromanifestazione antifascista, che risponderà alla parata dell'estrema destra nel capoluogo lombardo.
Domani, invece, sarà la volta degli studenti, che alle 10 scenderanno in piazza in Largo Cairoli.
Il 2 maggio, invece, ci sarà un campeggio in uno dei parchi sottratti alla cementificazione dalle lotte No Expo. Diverse le iniziative organizzate in questa occasione, da una critical mass alle riflessioni di Genuino Clandestino per un altro modello di agricolutra. Il 3 si terrà invece un'assemblea generale conclusiva, che aprirà i sei mesi di #Alterexpo.
In mezzo, il primo maggio, ci sarà la tradizionale parata, con concentramento alle 14.00 in piazza XXIV Maggio e momenti festosi, alternati a momenti di comunicazione ed azioni No Expo.

Sulla stampa è già cominciato il tam tam della sicurezza, spesso equiparando gli attivisti a terroristi e creando allarmismo e panico.
"In realtà - commenta Alberto 'Abo' Di Monte dei No Expo ai nostri microfoni - Ci sono seri problemi per la sicurezza, ma non riguardano noi. Le oltre 70 interdizioni, l'impossibilità per l'osservatorio regionale di verificare gli appalti in Expo, la recrudescenza di episodi legati alla criminalità organizzata e a corruzione e tangenti hanno dimostrato che Expo è un colabrodo. In questi giorni, inoltre, sta emergendo come sia un'esposizione incontrollabile: da persone che entrano indossando semplicemente una casacca a varchi abusivi per gli operai, fino a camion che entrano semplicemente suonando".


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