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Lavoro, genere e ambiente, sabato l'assemblea nazionale No Expo

Plenaria e workshop tematici contro l'Expo della precarietà e del degrado ambientale.


di redazione
Categorie: Lavoro, Movimento, Glbtq
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Riappropriazioni debite, precarietà, lavoro gratuito, speculazioni e sessismo saranno i temi caldi dell'assemblea nazionale No Expo di sabato 17 gennaio, pensata per svelare le grandi contraddizioni e i limiti dell'evento tanto atteso.

Il percorso No Expo iniziato nel 2007, ben prima dell'assegnazione dell'esposizione universale a Milano, arriva sabato a Milano presso la sede dell'Università statale di Via Festa del Perdono con l'Assemblea Nazionale. Alle 15.00 la plenaria, prima e dopo workshop tematici. Uno di questi sarà dedicato a "Expo e identità di genere", pensato anche in risposta al convegno omofobo che si terrà, sempre sabato, a Palazzo Lombardia. Non si fermano, infatti, le polemiche riguardo la scelta di Expo di concedere il proprio logo al convegno. Lo scorso 13 gennaio durante il Consiglio Regionale (Lombardia) Lega Nord, Forza Italia e Ncd hanno confermato il proprio appoggio istituzionale.

"Expo ha risposto che quello che ospiterà sarà un luogo di dibattito, di confronto e che c'è posto per tutti" commenta Abo, attivista No Expo, aggiungendo che "questa è un'idea che ci sembra pericolosa, poichè in questo modo Expo da voce a chi considera gli omosessuali persone malate da curare. La kermesse è fatta dai soggetti che ci mettono i soldi e la faccia e, così facendo, non fa che amplificarne gli obiettivi politici e commerciali".
L'attivista fa sapere che una delegazione di manifestanti sarà presente al presidio di protesta, che non ha lo scopo di salvare Expo dall'omofobia, ma di evidenziare come questo evento sia stato sfruttato per dare spazio agli interessi di quei soggetti.

Oltre a "Genere ed Expo", che si interroga inoltre sul significato della campagna "Woman for Expo" e del pinkwashing messo in atto, ci saranno altri workshop che affronteranno le grandi contraddizioni e le criticità dell'evento. "No Expo in ogni città" avrà come tema centrale quello della riappropriazione delle ricchezze comuni, espropriate attraverso la speculazione. "Expoxchi? Tutte le vere opportunità di Expo2015, casa-saperi-reddito" permetterà una riflessione sulla retorica dominante "l'Expo è una gigantesca opportunità", grazie a cui il potere giustifica e produce consenso, a partire dalle lotte territoriali per la casa, per la riappropriazione di reddito e di sapere.

"I tentacoli di Expo sul mondo della formazione" affronterà invece il tema del lavoro gratuito di giovani e giovanissimi che accettano di farsi sfruttare nella speranza di raggiungere i loro obbiettivi e ottenere un minimo di visibilità grazie a questa "vetrina".
"Dal nostro punto di vista il lavoro si paga sempre - spiega Abo - soprattutto se non si tratta di un'associazione di volontariato o di una Ong con una sua mission ma di una società per azioni che lavora con oltre 10 miliardi di euro per il 90% pubblici".
La preoccupazione è che si arrivi ad incentivare il lavoro gratuito e la precarietà e che si creino precedenti che potrebbero potenzialmente orientare l'azione futura.

Gli ultimi due workshop saranno "Atenei contro Expo 2015" e "Destituire le metropoli". Il primo presenterà il percorso politico svolto finora dagli studenti degli atenei milanesi che hanno partecipato alla campagna "io non lavoro gratis per Expo" mentre il secondo proverà a declinare "cosa intendiamo quando diciamo che la metropoli è la madre di tutti i dispositivi e il brodo di cultura spazio temporale del capitalismo".

Alice Benatti


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