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“La bicicletta di Emilia”: un fumetto su due resistenze femminili

Il fumetto diviene strumento di coscienza storica.


di redazione
Categorie: Cultura
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"La bicicletta di Emilia" è il fumetto di Francesco D’onofrio e Davide Corazza, realizzato nell'ambito di un progetto regionale sulla memoria del Novecento, che racchiude le storie parallele di due ragazze a distanza di 70 anni.

La resistenza come elemento di quotidianità. Questo è il tema comune delle due storie raccontate nel fumetto "La bicicletta di Emilia", dove due quotidiani episodi di resistenza vengono inseriti in importanti orizzonti di senso storico creando un filo conduttore fra queste, seppur piccole, importantissime “battaglie dei piccoli gesti”.

La prima “Emilia” di cui si parla nel fumetto è Oriana Fallaci. Emilia infatti era il suo nome di battaglia durante l’occupazione nazista di Firenze, tra il settembre del 1943 e l’agosto del 1944. Oriana era staffetta partigiana del Partito d’Azione, nel quale militava anche il padre Edoardo, che fu arrestato dai fascisti nel marzo del 1944 e torturato dalla terribile banda Carità. La vicenda di Emilia mostra un personaggio singolare, capace di gesti incredibilmente coraggiosi all’interno di una vita “normale”: gira in bicicletta, pranza con la famiglia, conosce l’amore. Contemporaneamente rischia di essere arrestata e affronta quotidianamente gli aguzzini del padre per chiederne la liberazione. L’eroismo, l’incoscienza, la volontà di combattere le ingiustizie coesistono con la normalità di tutti i giorni.
La seconda Emilia, invece è una ragazza italiana dei giorni nostri, che combatte contro il razzismo e il bullo della scuola, che aggredisce ripetutamente una sua compagna di origini africane.

Nel fumetto si affrontano due problemi apparentemente molto diversi, ma che in fondo risultano essere due facce di una stessa medaglia: quella del razzismo, dell’oppressione alla libertà di pensiero e della paura della diversità. In questo panorama emergono le azioni di due ragazze, due eroine normali che attraverso le loro azioni quotidiane compiono piccole, ma grandi rivoluzioni.
Il fumetto realizzato interamente con la tecnica dell’acquarello, presenta un'impaginazione che pone in parallelo le due storie, permettendo al lettore di poter captare così le frequenti analogie semantiche. Per la storia di Oriana Fallaci viene utilizzato il color seppia indicativo del “passato” storico di riferimento, mentre la storia delle ragazze è realizzato a colori.

Questa storia, nasce dalla volontà di creare un vero e proprio legame tra la storia passata e il presente, poiché “pare evidente che si sia riscontrata una perdita in questo senso, in quanto non vi è più contatto con la storia in termini di identità da parte dei giovani”, afferma Davide Corazza.
Il finale dell’opera si apre idealmente come una finestra  su un futuro nel quale si prende coscienza che l’ingiustizia si potrà combattere e sconfiggere ancora.

La mostra sarà visibile dal 17 al 26 aprile nella Sala Esposizioni Giulio Cavazza in via Santo Stefano 119, Bologna. Dal 3 maggio al 18 maggio, invece l’esposizione avverrà presso la Mediateca di San Lazzaro di Savena, in via Caselle 22.

Ileana Caselli

ASCOLTA L’INTERVISTA A DAVIDE CORAZZA E FRANCESCO D’ONOFRIO:

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