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"I fidanzati della morte", il ritorno al cinema dopo 60 anni

La pellicola riscoperta dalla Rodaggio Film questa sera al Cinema Lumière.


di redazione
Categorie: Sport
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In concomitanza col Motor Show, sul grande schermo del Lumière, questa sera alle 20.00, torna "I fidanzati della morte", il film del 1956 di Romolo Marcellini. Rivalità e passioni brucianti nel folle e pericoloso mondo motociclistico.

Due anni di ricerche, per metter le mani su due copie positive del film, di cui una in buono stato, e riportare alla luce un titolo che per molti appassionati del mondo dei motori era solo un miraggio. Così la Rodaggio Film, che si occupa di distribuire film indipendenti o introvabili dedicati alla cultura delle due ruote e del viaggio, ha deciso di adottare un film orfano, dimenticato per decenni. Girato nel 1956 da Romolo Marcellini, regista candidato all’Oscar del 1961 per “La Grande Olimpiade”, oggi torna a illuminare lo schermo del Cinema Lumière per una proiezione speciale, venerdì 9 dicembre, alle ore 20.00, in concomitanza col rinato Motor Show.

Interpretato da una giovanissima Sylva Koscina e da Rik Battaglia, uno degli attori più popolari del cinema del dopoguerra, accanto a Margit Nünke, che in quell’anno era stata eletta Miss Europa, e ad Hans Albers, popolare per le sue interpretazioni accanto a Marlene Dietrich, “I fidanzati della morte” è una storia di rivalità e passioni brucianti nel mondo folle e pericoloso delle due ruote: un’autentica sorpresa, imperdibile per gli appassionati che a Bologna, città di motori, non mancano.

Una pellicola spettacolare, con riprese delle gare assolutamente moderne per il tempo, girata in un anno che segna la fine di un’epoca motociclistica, il 1956: l’ultima Milano-Taranto, a cui seguirà nel ’57 l’annuncio del “gran rifiuto” di Guzzi, Gilera, Mv e Mondial a proseguire l’attività sportiva nella velocità. Erano infatti gli anni in cui Guzzi e Gilera dominavano la scena mondiale delle corse, e in cui le case produttrici si davano battaglia a colpi di innovazioni. Nel film compare la mitica Guzzi 8 cilindri, una moto prodotta in tre soli esemplari, mentre viene testata nella galleria del vento degli stabilimenti di Mandello del Lario, ai tempi struttura avanguardistica e di cui esistono pochissime immagini filmate.

Oltre all’inconfondibile circuito di Monza, nel film è possibile godersi numerose scene dalla durissima Milano-Taranto, la gara che per difficoltà e pericolosità è spesso stata messa a confronto col Tourist Trophy dell’Isola di Man. Ma anche lo spettacolo scomparso del muro della morte italiano che fino agli anni 80 era ancora possibile incontrare nei Luna Park italiani e le folli gare di sidecar “per soldi” sulle piste di terra battuta tedesche.

Il cast annovera buona parte delle stelle delle corse di quegli anni: piloti spericolati, spesso ricordati come eroi, come Geoff Duke o Liberato Liberati, Dickie Dale, Albino Milani, e ancora Bill Lomas, Ken Kavanagh e Keith Campbell, Stanley Woods, Enrico Lorenzetti, Reg Armstrong.

Grande spazio nel film è dato alle sfide progettuali e alle strategie di gara, anche grazie alla consulenza tecnica di un grande di quegli anni, il pilota Bruno Francisci, per tre volte campione della Milano-Taranto in sella a moto Gilera.


Ascolta l'intervista a Silva Fedrigo
Tags: Cinema

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