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Collateral, l’altro lato della musica

Inizia domenica 12 novembre la XII edizione della storica rassegna Collateral.


di redazione
Categorie: Società
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Sei appuntamenti musicali in sei circoli Arci emiliano-romagnoli: questo sarà “Collateral-XII edizione: Identità dal mondo”, dove la musica incontrerà il cinema e l’illustrazione per farsi segno di identità e strumento di diffusione di idee.

Non è scontato chiedersi se l’arte debba avere funzione. Non è scontato neppure che la risposta sia affermativa. Sicuramente, però, essa può essere veicolo di messaggi sociali, politici e culturali fondamentali. È in questa possibilità che si inquadra “Collateral”, la storica rassegna organizzata da Arci Emilia-Romagna, che quest’anno giunge alla sua XII edizione. Collateral nasce dalla volontà di promuovere una tendenza radicata nella scena musicale contemporanea, ovvero il crescente numero di collaborazioni tra artisti e musicisti che hanno voglia di sperimentare generi musicali diversi da quelli che costituiscono la loro cifra stilistica originaria.

Quest’anno, sotto la direzione artistica di Corrado Nuccini, Collateral prende forma in due progetti che in sei giornate, dal 12 novembre al 9 dicembre, animeranno altrettanti circoli Arci sparsi per l’intera regione emiliano-romagnola. Il primo, “Soundtracks-Cinema Misterioso”, è un percorso sonoro nel cinema del passato, il cui filo conduttore è il tema della magia, del mistero e dell’occulto; il secondo, “Murubutu e il pettirosso”, unisce la musica di Alessio Mariani, docente di storia e filosofia in un liceo di Reggio-Emilia, nonché repper dal 1991, con le illustrazioni di Ernesto Anderle, creatore dei personaggi Roby il pettirosso e Vincent Van Iove. Progetti collaterali, questi, accomunati dal tema che segna la XII edizione della rassegna: quello, cioè, della “Identità dal mondo”. Perché, come ricordano gli ideatori di Collateral ed in particolare il direttore regionale dell’Arci Federico Amico insieme allo stesso Corrado Nuccini, la musica è in grado di definire un’identità nazionale, etnica o culturale, prima ancora che ci sia la coscienza collettiva che tale identità esiste (ne è un esempio significativo ciò che è stato il blues per la comunità afroamericana).

Inoltre, un pregio non secondario che Collateral, in quanto rassegna culturale, manifesta è la possibilità di ampliare effettivamente la percentuale di popolazione che partecipa alla vita culturale del territorio. Poiché gratuiti, i sei appuntamenti di quest’anno danno la possibilità a tutti i possessori di una tessera Arci di prenderne parte: ne deriva il messaggio, tutt’altro che collaterale, che la cultura non è solo per chi ha un portafoglio nutrito e che l’arte, almeno in questo caso, non guarda al conto in banca.

Marta Campa

ASCOLTA L'INTERVISTA A FEDERICO AMICO:
 

Tags: Musica, Arci

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