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Lampedusa, canali regolari d'ingresso per evitare nuove morti

Dura presa di posizione dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione.


di Francesco Ditaranto
Categorie: Migranti
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Che la missione Triton sia fallimentare lo hanno dimostrato i 330 migranti morti negli ultimi giorni nelle acque di Lampedusa. L'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione chiede l'immediato ritorno a Mare Nostrum e l'apertura di canali regolari d'ingresso per i profughi.

Per capire quanto la missione Triton stia fallendo sotto ogni punto di vista basta attenersi ai fatti. Non serve troppa preparazione per leggere i numeri, impietosi, del confronto tra l'attuale missione europea e Mare Nostrum, che Triton ha sostituito da alcuni mesi. Le morti in mare, grazie alla fine di Mare Nostrum, sono drasticamente aumentate, riportandosi ai livelli precedenti alla tragedia del 3 ottobre 2013, in seguito alla quale l'operazione fu implementata. Le 330 vittime di tre giorni fa, sono lì a dimostrarlo. Allo stesso tempo, per rispondere a quanti danzano feroci sui cadaveri dei migranti per raccattare i voti di un elettorato sempre più razzista e violento, la fine della missione di pattugliamento e salvataggio nel Mediterraneo, non ha diminuito gli arrivi in Europa, anzi.

Sono queste le ragioni che hanno spinto l'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione a una dura presa di posizione. "L'Italia deve assumersi la responsabilità etica e politica di ripristinare con immediatezza l'operazione Mare Nostrum. Non possiamo attendere che si ripetano nuove tragedie." dicono dall'associazione di giuristi.

Al tempo stesso l'associazione, per bocca di Chiara Favilli, docente di Diritto dell'Unione Europea all'Università di Firenze chiede ai nostri microfoni "nuove e più efficaci politiche sulla dimensione esterna dell'asilo", in un'azione che comprenda la cooperazione internazionale, un reale programma europeo di reinsediamento, ma soprattutto l'istituzione di canali legali di arrivo in Europa per i profughi. Una sorta di corridoio umanitario, insomma, che superi la "miope politica di totale chiusura al rilascio dei visti d'ingresso per motivi umanitari". 

L'Asgi rigetta in toto, invece, ogni ipotesi di procedura di esternalizzazione delle domande d'asilo, considerate "pericolose, inattuabili e contrarie al diritto internazionale in materia d'asilo."


Ascolta l'intervista a Chiara Favilli

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