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Làbas reagisce: "Vogliamo una trattativa pubblica"

La posizione del centro sociale dopo il provvedimento di sequestro.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
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Dopo la richiesta di sequestro dell'ex caserma Masini da parte della Procura, Làbas chiede al Comune di adoperarsi perché il gip non la firmi e invoca una trattativa pubblica. "Merola mente, abbiamo partecipato a Collaborare Bologna". A Natale festa dentro al centro. E a Questura e Procura: "Si dimettano, pensano a noi mentre la criminalità organizzata dilaga".

"Non parleremo dei nostri progetti perché sono notia tutti". Esordiscono così gli attivisti di Làbas nella conferenza stampa all'indomani della richiesta di sequestro dell'ex caserma Masini, occupata da tre anni, da parte della Procura.
I progetti messi in campo in questi anni sono noti anche a molti esponenti della giunta Merola, ricordano gli attivisti, al punto che "molti di loro venivano a fare la spesa, a trascorrere le serate e a farsi i selfie, mentre poi preparavano un progetto per trasformare questo posto in un hotel a 5 stelle".

La risposta del centro sociale si articola in tre punti. Innanzitutto sottolineano che non si può fare una trattativa per un eventuale nuovo spazio "con la pistola puntata alla testa", rappresentata dal sequestro. Perciò chiedono all'Amministrazione di prendere parola e invitare il gip a non convalidare la richiesta della Procura. Inoltre, se veramente il Comune è interessato ad una trattativa, questa deve svolgersi in forma pubblica. Questo perché a Làbas vogliono evitare un altro "caso Atlantide", conclusosi con uno sgombero nonostante un accordo con Palazzo D'Accursio.

Il secondo punto è una risposta alle parole di Virginio Merola, che ieri ha irriso gli attivisti, definendoli bambini che giocano a fare i rivoluzionari, a cui piace prendere le manganellate e che non vogliono il dialogo.
"Noi qualche settimana fa siamo stati alle regole dell'Amministrazione - ricorda Dejton Begaj, uno degli attivisti - Abbiamo partecipato al tavolo 'Collaborare Bologna', portando le nostre proposte, sulle quali nessuno ha obiettato".
Làbas ricorda anche le recenti amministrative a Barcellona e a Madrid e, attraverso un parallelo, fa sapere di voler cacciare Merola alle prossime elezioni.

Il terzo punto riguarda Questura e Procura. "La classifica del Sole24ore colloca Bologna agli ultimi posti per ciò che riguarda la sicurezza - ricordano da Làbas - Questa è una dimostrazione di manifesta incapacità, per cui questore e procuratore dovrebbero dimettersi". A rincarare la dose su questo punto è l'ex assessore Alberto Ronchi, intervenuto alla conferenza stampa, che ricorda come, mentre si conduca una guerra contro i centri sociali, la criminalità organizzata si infiltra e si radica in città.

Nonostante la situazione attuale, a Làbas il Natale verrà festeggiato all'interno del centro, con le 40 persone che vi abitano grazie a diversi progetti.
Una situazione di attesa, nella speranza che l'Amministrazione comunale decida di non essere più subalterna alla magistratura.


Ascolta l'intervista a Dejton Begaj

Le parole di una cittadina del Quartiere Santo Stefano

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