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Nel Piano di Rigenerazione Urbana, presentato ieri in Comune, è inclusa anche l’ex caserma Masini, dove ha sede Làbas. Il Piano prevede la riacquisizione del’area, dove “all’interno degli edifici potranno essere ospitati un albergo, una trentina di alloggi, attività commerciali e ristorative”. Nè dà notizia proprio Làbas, per cui il Piano sarebbe la premessa di uno sgombero.

È stato presentato ieri in Comune il Piano di Rigenerazione Urbana, un progetto di acquisizione di aree della città, che verranno poi utilizzate a fini turistici e di ristrutturazione edilizia. A darne notizia è Làbas, che ha sede in una delle aree coinvolte nel Piano. Ad essere interessate ci sono poi le ex caserme Sani e Mazzoni e l’area Staveco. Il collettivo, denuncia, non ha appreso la notizia con una comunicazione diretta. “La cosa che ci stupisce, ma neanche troppo, è che i piani alti tendono a fare dei progetti senza contattare chi effettivamente i progetti li fa e li costruisce dal basso”, commenta ai nostri microfoni Cecilia di Làbas.

“A noi non ci hanno mai contattato – continua l’attivista – Nonostante abbiamo provato a raggiungere un accordo per mantenere lo spazio. A questo punto andremo a chiedere noi al Comune cosa vogliono”. Per Làbas, “Ciò che hanno progettato di fare è già in atto, ma con un processo estraneo a quello speculativo di Comune & Co”. “Stiamo già portando avanti la ristrutturazione dello spazio, che abbiamo occupato per la prima volta il 12 novembre 2012″, precisa a proposito Cecilia.

Si parla di ‘Rigenerazione Urbana’, ma l’aria che si respira sa di sgombero annunciato. “Le dichiarazioni del sindaco, che dicono ‘gli spazi occupati li sgombereremo’, non lascino tanto scampo” commenta l’attivista di Làbas, precisando che le parole di Virginio Merola sono dirette anche all’esperienza delle ex scuole Ferrari occupate

Se le forme sono nuove, sul piano dei contenuti le novità sono poche. Cecilia ricorda infatti come “la Giorgetti, presidentessa di quartiere (Santo Stefano, dove ha sede Làbas, ndr), minacciava di voler sgomberare lo spazio per farci un parcheggio”.
Il collettivo esclude la possibilità di abbandonare volontariamente l’area dell’ex Masini. “Alle minacce di Virginio Merola possiamo rispondere solo: Aquì Estamos!”, si legge sulla sua pagina facebook. “Invito chi pensa allo sgombero di Làbas – dice infine Cecilia – A venire all’interno di Làbas e parlare non solo con il collettivo, ma con le centinaia di persone che lo animano”.