Da qualche settimana nelle città di Torino, Firenze, Bologna e Palermo sono apparsi alcuni manifesti che recitano: “Istruisciti per non diventare come me – razzista, fascista, omofobo, xenofo, misogino”. Una serie di 5 manifesti parte del progetto “La voce del popolo” di Guerrilla SPAM che hanno da poco dipinto anche una delle saracinesche di via del Pratello. Ne parla ai nostri microfoni una delle menti di Guerrilla Spam.

Bianco e nero, pochi fronzoli e dritti al punto. “La voce del popolo” di Guerrilla SPAM è il nuovo progetto di poster art che da alcune settimane ha visto la luce sui muri e le bacheche di Torino, Firenze, Bologna e Palermo. Cinque manifesti per cinque diversi soggetti: il razzista, il fascista, il misogino, l’omofobo e lo xenofobo raffigurati con teste grottesche utilizzando un linguaggio vicino alla satira, alla pubblicità di certe riviste degli anni ’20 – ’30 con molti richiami a Grosz e Otto Dix. La serie di manifesti è una sorta di “catalogo dei cattivi esempi” recitanti sempre la stessa frase “Istruisciti per non diventare come me” come fosse un mea culpa. Poster che parlano in prima persona in maniera caricaturale, ma senza mezzi termini. Un approccio satirico che fa il verso alla comunicazione monopolizzata in linea con i messaggi di propoganda politica quasi a voler sottolineare quanto questi comportamenti negativi siano diffusi fra la gente. E proprio alla gente parlano diretti affinché facciano da monito per un’apertura mentale. Una catarsi per capire e imparare dagli errori del passato, dal giudicare il diverso e non basarsi sul clima di terrore becero e populista al quale siamo sottoposti di continuo dalle dichiarazioni di questo e quel politico.

Un inciso molto più forte del solito quello lanciato dal gruppo di artisti che afferma: “Abbiamo sempre cercato di non utilizzare toni violenti, questa è un’eccezione – prosegue – Ripensandoci è stata un’esigenza quasi dirompente, c’è un bisogno di fare questa cosa“.
A cosa porteranno questi lavori? “Non allo scontro” è ciò che si augura il collettivo di artisti per quanto l’attacchinaggio ad oggi abbia già ricevuto molti feedback sia positivi che negativi. Seppure l’attacchinaggio illegale in strada porti sempre alle azioni più disparate, “Va detto che – spiega una delle menti dei Guerrilla – “In una decina di anni di attacchinaggi di poster questi sono tra quelli più strappati, abbiamo proprio visto che soprattutto il razzista e il fascista sono poster che spesso durano pochi giorni e vengono subito strappati”. Ma non tutti i mali vengono per nuocere e le azioni in strada, come Graffiti e Street Art insegnano, hanno vita propria. E’ interessante, infatti, porre l’attenzione su cosa è successo in via de’ Pepi a Firenze, quando uno degli abitanti del palazzo sul quale era stato affisso un manifesto, di seguito strappato, ha deciso di armarsi di pennarello e “restaurarlo”. È sicuramente molto bello e curioso vedere come si sia creato un legame spontaneo tra l’artista ed il fruitore, per mezzo di un duplice atto illegale. Tutto questo nello spazio pubblico della strada.

E sempre in strada un altro intervento firmato Guerrilla SPAM realizzato il weekend scorso sulle serrande del Babilonia in via del Pratello, 17. Il lavoro rientra nel progetto portato avanti da Arti Povere Pratello dal 2016 che ad oggi ha realizzato una sorta di “Galleria di arte pubblica” portando vari nomi da Atoche a Ericailcane, passando per About Ponny, MP5 e tanti altri. Il primo intervento di Guerrilla Spam su una saracinesca è stata l’occasione per scoprire che il rullo per chiudere i negozi è un’invenzione dei Saraceni accolta e diffusa dall’oriente all’occidente come rappresentato dal tratto lineare di Guerrilla Spam. Ancora una volta un rimando al dialogo e l’inclusione sociale e culturale come spiegano ai nostri microfoni: “Anche questo, come i poster di Istruisciti naviga sullo stesso filone delle strutture, del rispetto, del non rispetto dell’altro, un modo più morbido per parlare della stessa cosa, secondo noi.”

“La voce del popolo” di Guerrilla SPAM e le immagini sono liberamente scaricabili a questo link.

Flavia De Marco

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