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La vita non è un colpo di fortuna

Presentato oggi a Bologna il convegno di studio sulle insidie del gioco d'azzardo


di redazione
Categorie: Società
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Nel convegno, che si terrà il 26 gennaio, organizzato da I.P.S.S.E.R.  e Istituto Veritatis Splendor, sarà affrontato il drammatico fenomeno della ludopatia. Nel solo 2012 sono stati spesi in Emilia Romagna 1,27 miliardi di euro per tentare la fortuna.

E' bivalente il ruolo dello Stato nell'arginare il fenomeno della ludopatia. Se da un lato la si inserisce tra le tossicodipendenze, come da decreto del ministero della salute, dall'altro ne si facilita la diffusione, rendendo più facile l'accesso al gioco.

La ludopatia (malattia del gioco), ha fatto spendere ai cittadini 1,27 miliardi di euro nel solo 2012. Secondo le stime della professoressa Carla Landuzzi il gioco d'azzardo rappresenta la terza impresa economica italiana, producendo il 4% del PIL nazionale. L'Italia, inoltre, è il 1° paese in Europa e il 3° nel mondo nella speciale classifica dei paesi che giocano di più.

La professoressa Landuzzi sottolinea come la pubblicità sul gioco sia deviante. Il richiamo continuo all'equivalenza presunta tra gioco legale e gioco sicuro, nulla toglie al rischio di cadere nella spirale della ripetizione patologica. Il gioco, per come è concepito attualmente, diventa individuale e antisociale, con forti ricadute sul sistema familiare, lavorativo e, più in generale, relazionale, del soggetto affetto dalla patologia. Anche la supposta facilità della vincita viene smentita dai dati sulla probabilità di vincere, che si attesta su percentuali irrisorie.

Mentre i centri di sostegno per malati di ludopatia sono ancora in fase di implementazione, sono i gruppi di auto aiuto e i volontari a fornire, più delle istituzioni, sostegno a quanti sono affetti dalla patologia.

Secondo Carmine Petio, medico psichiatra all'Ospedale Maggiore di Bologna, il ludopatico è "un soggetto esposto più di altri agli stimoli del piacere derivante dal gioco, perchè incapace di opporvi filtri".

"E' una contraddizione" sostiene Petio, "che da una parte si riconosca la ludopatia come tossicodipendenza e, dall'altra, la si incentivi. E' questa la causa fondamentale del problema ludopatia".

Francesco Ditaranto


Ascolta l'intervista a Carmine Petio, medico psichiatra all'Ospedale Maggiore di Bologna

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