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La testimonianza di Cavallini e le accuse ai familiari delle vittime

Dalla pista palestinese a quella trotzkista, tra le accuse neofasciste manca solo la caldaia.


di Anna Uras
Categorie: Giustizia
orologio 2 Agosto
l'orologio della stazione fermo alle 10.26 del 2 Agosto 1980

Nell'ambito del processo all'ex Nar Gilberto Cavallini per concorso alla strage del 2 agosto 1980 oggi è stata sentita l'attesa testimonianza dell'imputato, che ha negato tutte le accuse, non prima di annunciare una denuncia contro l'associazione delle vittime. Ne abbiamo parlato con il presidente dell'associazione Paolo Bolognesi e con la giornalista Antonella Beccaria.

"Mi riservo di denunciare per calunnia chi ha compilato, nel 2014, la 'scheda Cavallini' che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio nei miei confronti". È iniziata così, con una minaccia di denuncia nei confronti dell'associazione dei famigliari delle vittime, la testimonianza dell'ex Nar Gilberto Cavallini, che prima di iniziare a rispondere alle domande dei pm di Bologna nel processo a suo carico per concorso nella strage del 2 agosto 1980 ha letto delle dichiarazioni spontanee.

"Se arriva la querela ci difenderemo - commenta ai nostri microfoni Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione familiari delle vittime - Noi abbiamo fatto delle schede per i vari personaggi, una di queste era sicuramente per Cavallini per vedere di riaprire il processo, l'abbiamo sottoposta ai giudici, non è che siamo andati a fare della propaganda in giro. L'abbiamo presentata ai giudici, che hanno chiesto anche loro la riapertura del processo perciò vuol dire che le schede sono state convincenti quantomeno ecco. Poi se lui ritiene di querelare, di fare degli esposti, non so quello che vuole fare, ci difenderemo nelle sedi opportune, con i documenti".

ASCOLTA LE DICHIARAZIONI DI PAOLO BOLOGNESI:

Infatti dopo l'archiviazione del 2013 Cavallini è tornato al centro delle indagini proprio grazie alla presentazione degli esposti depositati in procura dall'Associazioni dei familiari vittime. Cavallini, che ha 66 anni, un passato nei Nar e 8 ergastoli da scontare compreso quello per l'omicidio Amato del 23 giugno 1980 è sospettato di aver fornito prima e dopo la strage copertura nei covi di Villorba di Treviso a Mambro, Fioravanti e Ciavardini.

Il processo si è aperto il 21 marzo 2018, e grazie alla corrispondenza della giornalista Antonella Beccaria QUI potete trovare i resoconti di tutte le udienze.

Dopo circa 10 mesi di processo a mezzogiorno di oggi è iniziato l'esame di Gilberto Cavallini. "È importante - spiega Beccaria -perché si inizia ad entrare nel pieno delle contestazione e delle accuse e di conseguenza della difesa anche di Cavallini. È un neofascista che proviene da un percorso lungo di militanza nell'estrema destra, passando inizialmente dal Movimento Sociale e La Giovane Italia. E fino al suo primo arresto, nell'aprile del 76, lui stamattina in aula ha detto di essere sempre stato vicino all'MSI quindi un partito inserito nell'area parlamentare. Prima di iniziare a rispondere alle domande della procura e delle parti civili ha fatot una dichiarazione spontanea che è stata un violentissimo attacco all'Associazione vittime della strage di Bologna. Sostanzialmente ha accusato colui che è stato il presidente fino al 1996, l'anno della sua morte, che era Torquato Secci di aver detto se anche voi non siete colpevoli la strage è fascista e fanno bene a condannarvi. Cosa che Secci essendo morto da più di 20 anni non può più nè confermare ne smentire. Ha sostanzialmente insinuato che l'associazione vittime sia stata e sia ancora una sorta di braccio armato del partito comunista. che oggi ricordiamolo non esiste più da un pezzo, così potente da poter condizionare le scelte della magistratura e del pubblico ministero".

E dopo le accuse all'associazione delle vittime Cavallini, che ha negato qualsiasi implicazione nella strage del 2 agosto, ha ritirato fuori la cosiddetta pista palestinese finora sempre cassata dagli investigatori."Credo molto alla pista palestinese, e mi dispiace perche' sono amico dei palestinesi".
Una dichiarazione che è avvenuta a distanza di poche ore dalla conferenza stampa in cui gli ex leader di terza Posizione Gabriele Adinolfi e Roberto Fiore hanno lanciato l'ipotesi di una pista trotzkista. Insomma, tra i responsabili indicati dai gruppi neofascisti per la strage di Bologna manca solo la caldaia.

ASCOLTA LE PAROLE DI ANTONELLA BECCARIA:

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