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La scuola non va in vacanza, nuovo presidio di protesta

Dopo lo sciopero della fame della scorsa settimana, da oggi un presidio permanente davanti all'Usr.


di Andrea Perolino
Categorie: Movimento, Istruzione
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Nuova forma di protesta, a partire da questo pomeriggio, contro il ddl "Buona Scuola", in discussione al Senato. Insegnanti, genitori e studenti che si oppongono alla riforma del governo Renzi si troveranno per un'ora al giorno davanti all'Ufficio scolastico regionale di Bologna, esponendo cartelli con la scritta "Fermatevi".

È la settimana decisiva per il disegno di legge "Buona scuola", in discussione nella commissione Istruzione del Senato, dove i numeri del governo sono in bilico. Se all'interno del Palazzo il premier Matteo Renzi deve così fare i conti con una maggioranza risicata, all'esterno non si fermano le proteste contro la riforma scolastica. Per la giornata di domani, mercoledì 17 giugno, a Roma è stato indetto un presidio al Pantheon da Cgil e Cobas. Ma la contrarietà al ddl, come è emerso negli ultimi mesi, vede unite tutte le forze sindacali e del mondo scolastico da nord a sud.

Nella nostra città, ceduto il testimone dello sciopero della fame a staffetta a Ferrara, continuano le manifestazioni di insegnanti, sindacati, studenti e genitori. La nuova forma di protesta prevede un presidio permanente di un'ora al giorno davanti all'Ufficio scolastico regionale in via de' Castagnoli. Si parte questo pomeriggio, dalle 17.30 alle 18.30 e, come fa sapere Giorgio Tassinari, professore universitario e membro dell'Flc Cgil, "si andrà avanti a oltranza. Questo non esclude, anzi presuppone, altre iniziative più eclatanti che dovranno essere decise. La protesta proseguirà fino a che non si arriverà allo stralcio delle assunzioni e il disegno di legge sarà sottoposto a un vaglio attento senza il ricatto delle assunzioni dei precari".

La scuola, insomma, non intende andare in vacanza, come forse si aspettava il governo: "C'è stata un'astuzia malevola del governo nel fare in modo che la discussione finale del ddl avvenisse quando le scuole sono chiuse e il mondo della scuola si disperde - sottolinea Tassinari - Ma la protesta ha molti modi per manifestarsi, anche in forme non standard, e lo sciopero della fame ne è stato un ottimo esempio. Faremo di tutto per fare in modo che nessuno possa dire che il mondo della scuola e la migliore società civile italiana erano d'accordo con l'approvazione di questo disegno di legge", conclude Tassinari.


Ascolta l'intervista a Giorgio Tassinari

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