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La risposta di Eat the Rich al "capitalismo verde" di Mens-a

Mens-a? Menzogna! Eat the Rich in piazza per proporre un modello alternativo allo sfruttamento


di redazione
Categorie: Movimento
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Arriva la risposta di Eat the Rich alla manifestazione Mens-a, che ha inzio oggi a Palazzo d'Accursio. Tre giorni di incontri di cui i membri di Eat The Rich denunciano l'ipocrisia, e a cui oppongono Mens-a? Menz-ogna!, una "festa danzante e mangereccia per smascherare i potenti del cibo e gli interessi che dominano questa città".

Mens-a 2016 - GustArte, il gusto delle arti e dei saperi. "Ma di quali gusti stanno parlando - si chiedono i militanti di Eat The Rich - soggetti come Coop, Conad e Granarolo?" In risposta a quella che viene denunciata come una fiera dello sfruttamento, la rete di mense, mercati e laboratori di autoproduzione di Eat The Rich si mette all'opera per organizzare Mens-a? Menz-ogna!, "una fiera dal gusto genuino e clandestino" che ha avuto inizio oggi alle 16.30 e continuerà fino alle 21.30. "Più che una manifestazione è una giornata di piazza - spiega un membro di Eat the Rich - in cui vogliamo proporre un'alternativa visibile e tangibile a quello che è il modello dell'agroalimentare che imperversa nel bolognese, celebrato da Mens-a. Un modello che si vuole presentare con una faccia pulita, che vede il capitalismo verde come una soluzione ai problemi alimentari, ma che sempre più cela una barbarie, sia nello sfruttamento del lavoro sia in termini di caporalato nel Sud".

Una giornata in Piazza per dimostrare che esiste un modello alternativo, quello in cui credono i membri della rete di cucine, mercati e laboratori di autoproduzione di Eat the Rich. "Un modello - spiega l'attivista -fatto di autonomia, di prossimità, di rapporti interpersonali". Un modello che "non vede politiche di marketing e profitto al primo posto ma che mette la comunità in primo piano". Ecco perché se "Mens-a mette in piazza il loro modello, noi porteremo dei musicisti, dei produttori e tanti amici e compagni e gli dimostreremo che noi non crediamo alle loro menzogne, al loro modello che divide il cibo in food bio per le fasce più alte e cibo spazzatura per le fasce più basse".

Anna Uras


Ascolta le parole di un attivista di Eat the Rich

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