Radio Città Fujiko»Notizie

La riforma dei Quartieri che ridisegna la città

Approvata ieri in Consiglio comunale la riforma dei Quartieri.


di redazione
Categorie: Politica, Società
DOT_Cityscapes_01_Bologna_Italy_8.jpg

Da 9 a 6 Quartieri, da 152 a 90 consiglieri, partecipazione, servizi e Beni Comuni. Sono queste le principali novità della riforma dei Quartieri, approvata ieri in via definitiva da Palazzo D'Accursio. Dal prossimo mandato i cittadini potranno indicare le priorità cui devolvere una fetta del bilancio.

È arrivata prima delle vacanze estive e prima dell'avvio della campagna elettorale per le amministrative la riforma dei Quartieri voluta dalla giunta Merola. Una riforma attuata attraverso due provvedimenti: da un lato la modifica dello Statuto comunale, che ora è il primo in Italia ad aver introdotto il "bilancio partecipativo", dall'altro la modifica del regolamento sul decentramento.
Sono cinque i principali settori su cui interviene la riforma: partecipazione, semplificazione, servizi, procedure amministrative e Beni Comuni.

PARTECIPAZIONE. La novità più rilevante che viene sottolineata sia dall'assessore Comunale Luca Rizzo Nervo che dalla capogruppo di Sel Cathy La Torre è l'introduzione nello Statuto comunale del cosiddetto bilancio partecipativo. Dal prossimo mandato i cittadini bolognesi potranno scegliere, attraverso strumenti di partecipativi, come spendere una fetta consistente del bilancio comunale, individuando le priorità su cui l'Amministrazione dovrà puntare.

SEMPLIFICAZIONE. La novità più rilevante è il passaggio da nove a sei Quartieri: San Donato e San Vitale diventeranno un'unica entità, ma senza la zona Irnerio, che passa con il Santo Stefano. Porto e Saragozza vengono unificati, così come Reno e Borgo Panigale. Il centro storico passa sotto la competenza di due soli Quartieri rispetto agli attuali quattro. Restano invariati i confini amministrativi di Navile e Savena. La riforma, poi, comporta anche una riduzione del numero complessivo dei consiglieri di Quartiere, che passano da 152 a 90. D

SERVIZI. "È da tempo che si è resa necessaria una visione unitaria sui servizi", spiega Rizzo Nervo. Per questo, dal punto di vista delle funzioni, i Quartieri non saranno più erogatori e gestori dei servizi, ma soggetti di indirizzo, controllo e committenza. I servizi socio-sanitari saranno gestiti dall'Asp Città di Bologna, mentre quelli socio-educativi dall'Istituzione Scuola.

PROCEDURE AMMINISTRATIVE. Sempre a proposito delle funzioni dei Quartieri, la riforma prevede che i Consigli non si esprimano più dopo l'approvazione delle delibere di giunta, impedendo quindi che vi sia realisticamente una qualche incidenza, ma il parere verrà espresso prima della delibera vera e propria, anche attraverso strumenti partecipativi consentiti dalla nuova piattaforma Iperbole.

BENI COMUNI. Il Comune vuole proseguire sulla strada della cittadinanza attiva e la cura dei beni comuni. Anche se i primi provvedimenti, come le ordinanze sugli orari e contro l'alcool hanno sollevato non poche polemiche sul metodo utilizzato, Palazzo D'Accursio punta ad incrementare lo strumento dei patti di collaborazione. Al momento ne sono stati stipulati 88, ma l'obiettivo è quello di farli diventare un modello per la gestione collettiva e responsabile della città.


Ascolta l'intervista all'assessore Luca Rizzo Nervo

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]