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La nuova legge elettorale di Renzi che piace (quasi) solo a Berlusconi

Il Rosatellum 2.0 per Fratoianni è “una legge fatta ad hoc per le future maggioranze”


di Anna Uras
Categorie: Politica
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La nuova legge elettorale è passata alla Camera con 375 voti favorevoli e 215 contrari, dopo che Renzi aveva posto la fiducia sugli articoli centrali. Ma mentre l’alleanza tra Pd e Forza Italia sembra salda, aumenta il malcontento tra le fila del M5S e in tutta l’area a Sinistra del Pd. Secondo Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, è una legge pasticciata e disegnata ad hoc in vista delle future maggioranze.

Questa volta nessun ritardo, nessun rallentamento sulla legge elettorale. Il Rosatellum bis è passato alla Camera a passo di carica, dopo una “non discussione” di due giorni. L’unica giornata di confronto nell’Aula di Montecitorio è stata quella di ieri, ma solo su articoli quasi marginali. Il cuore del sistema elettorale, infatti, era stato approvato con tre voti di fiducia.

“Il ricorso allo strumento del voto di fiducia è un'ombra pesantissima e inquietante – ha sottolineato ai nostri microfoni Nicola Fratoianni, capogruppo di Sinistra Italiana - perché determina un precedente molto pericoloso. Quello per cui una maggioranza può decidere a pochi mesi dal voto di imporre con un atto di forza di carattere coercitivo il sistema elettorale che più le conviene. È l'ennesima dimostrazione che non è stata compresa, per quanto fragorosa, la lezione del 4 dicembre”.

Si tratta di una legge elettorale mista proporzionale-maggioritario, molto simile al Mattarellum, la legge elettorale in vigore tra il 1993 e il 2005. Il 36 per cento dei seggi viene assegnato con un sistema maggioritario basato su collegi uninominali – cioè collegi in cui ogni partito presenta un solo candidato – mentre il restante 64 per cento viene assegnato con criteri proporzionali. La principale differenza con il sistema attualmente in vigore, che è un proporzionale puro, è la presenza di numerosi collegi uninominali che creerà un incentivo a coalizzarsi tra i vari partiti.

Gli altri dettagli tecnici del Rosatellum prevedono una soglia di sbarramento al 3 per cento per i partiti che si presentano da soli e al 10 per cento per le coalizioni. Non è ammesso il voto disgiunto, cioè votare un candidato al collegio uninominale e una lista diversa da una quelle che lo sostengono. L’elettore quindi avrà un solo voto a disposizione: scegliendo un candidato nel collegio uninominale si voterà automaticamente anche il listino proporzionale della coalizione che lo appoggia. Questi listini saranno corti: avranno al massimo dai 2 ai 4 candidati (con una proporzione di genere che dovrà essere almeno del 60-40 per cento).

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