Alla presenza di Marina Sereni, vicepresidente della Camera, Marzabotto celebra il 69° anniversario della strage per lanciare un monito sul presente. Il 6 ottobre il giorno clou delle celebrazioni.

Marzabotto si appresta a ricordare il 69° anniversario dell’eccidio avvenuto il 29 settembre 1944. Non è solo l’occasione per commemorare le circa ottocento vittime, ma per collegare quell’evento alla storia presente e rinnovare così l’intensità del suo significato. La via della democrazia, imboccata alla fine del conflitto, si collega alla crisi istituzionale odierna e la guerra di allora, in specie la sua crudeltà, è un monito per gli attuali venti di guerra. Uno striscione sulla Porrettana dichiara apertamente la posizione della città: contro la guerra.

Marzabotto, città martire, riceve i messaggi di vicinanza del Presidente del Senato e della Camera, e celebra il 6 ottobre alla presenza della Vicepresidente alla Camera, Marina Sereni, oratore ufficiale per l’occasione. Gli eventi commemorativi, però sono già iniziati. Tutti all’insegna della testimonianza nelle sue varie declinazioni: musei, libri (“Io ho visto” di Pier Vittorio Buffa), convegni (approfondimento su Dossetti alla Scuola di Pace di Monte Sole) e anche testimonianze cinematografiche. Sabato 5 ottobre infatti, si potrà assistere a un dialogo tra un sedicenne e un sopravvissuto, e il sabato successivo, verrà proiettato il documentario “Ninni”, entrambi al Teatro Comunale della città.

Il legame tra passato e presente è il fulcro centrale della commemorazione. In tal senso la partecipazione delle scuole è fondamentale per perpetuare la memoria e per essere protagonisti attivi degli accadimenti storici, per quanto orribili. Oltre al “Laboratorio delle Meraviglie”, creato originariamente per ragazzi disabili e che ha dato vita al progetto “Gocce di memoria”, è in corso da anni un gemellaggio con i ragazzi della scuola di Starnberg. Quest’anno verrà anche il sindaco della città tedesca, Ferdinand Pfaffinger e presenzierà la commemorazione di domenica insieme alle autorità locali.

Lucia Occhipinti