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La guerra del cibo e i semi di mille rivoluzioni

Un libro di Alcenero racconta le storie di chi ha scelto un'altra economia e un altro rapporto con la terra.


di Alessandro Canella
Categorie: Ambiente, Economia
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La copertina del libro

Verrà presentato alle 18.00 di questo pomeriggio, alla Libreria Coop Ambasciatori, "I semi di mille rivoluzioni", il libro di Alcenero, scritto dal presidente Lucio Cavazzoni insieme a Gaia De Pascale. "È in atto una guerra del cibo, Expo2015 deve dire da che parte sta, perché in gioco ci sono libertà e democrazia".

"Oggi è in atto una vera e propria guerra del cibo che vede contrapposti da un lato il cibo industriale, dall'altro quello artigianale". È con queste parole che il Luigi Cavazzoni, presidente di Alcenero e autore, insieme a Gaia De Pascale, del libro "I semi di mille rivoluzioni, Alce Nero storie di ulivi, uomini e api", racconta quanto sta accadendo oggi e la riflessione da cui parte il volume edito da Ponte alle grazie.
Una guerra che nel cibo incarna un aspetto simbolico e concreto di un modello di sviluppo che coinvolge, quindi, sia il rapporto con l'ambiente, la comunità ed investe valori come democrazia e libertà.

Nel volume vengono raccontate diverse storie che hanno come comune denominatore la scelta di un percorso nuovo, di cambiamento, di economie differenti, di relazione con la terra ma anche con il mondo che ci circonda e ripercorre, attraverso la simbologia di api, ulivi e grano, alcuni dei quasi 40 anni di storia del gruppo che oggi conta oltre mille soci agricoltori e apicoltori biologici in Italia e nel Mondo.
In particolare, molta importanza ha l'America Latina, con cui Alcenero cominciò una collaborazione di fairtrade ormai decenni fa. "Devo dire - osserva Cavazzoni - che oggi il rapporto con gli agricoltori latinoamericani si è ribaltato. Oggi siamo noi che impariamo da loro, perché sono molto più avanti di noi sia per quanto riguarda l'agricoltura e il progresso tecnologico nel campo del biologico, sia in termini di relazione con l'ambiente".

Sono queste, dunque, le storie di tanti piccoli rivoluzionari, che attravero un approccio artigianale rappresentano anche un'altra idea di mondo.
In questo senso, Cavazzoni avanza una critica sia ad Expo2015 sia alle posizioni espresse qualche settimana fa da Umberto Veronesi sugli ogm: "Veronesi non considera la minaccia micidiale rappresentata dagli ogm sia in termini di concentrazione del potere, con 4 grandi multinazionali che controllano tutto con il solo obiettivo di fare profitto, sia in termini di know-how".
Essere contro gli ogm, per il presidente di Alcenero, non significa essere contro la ricerca scientifica: "Noi investiamo la maggior parte delle nostre esigue risorse in ricerca ed innovazione, il biologico di oggi non è quello di cento anni fa".

Per Cavazzoni, inoltre, è grave che Expo - che sarà incentrato sul tema "nutrire il pianeta" - non abbia deciso da che parte stare, su quale agricoltura e modello di sviluppo puntare e il rischio è che si arrivi all'appuntamento senza alcuna proposta. Ancor più grave perché in ballo ci sono valori come libertà e democrazia, che stiamo perdendo.
"Oggi il 70% del cibo viene prodotto da 40 (non 40mila) semi brevettati e in possesso di 6 multinazionali". Attorno alla biodiversità e all'agricoltura, dunque, ruotano temi fondamentali per la vita di tutti gli esseri umani.


Ascolta l'intervista a Luigi Cavazzoni

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