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La Grecia nel limbo del negoziato infinito

I funzionari dell'Eurozona sul piano di riforme ellenico: "proposte frammentate e vaghe".


di Alessandro Albana
Categorie: Esteri, Economia
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Indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal rivelano l'insoddisfazione delle istituzioni europee per i piani presentati dal governo greco necessari all'emissione di una tranche di aiuti di due miliardi di euro.. Funzionari dell'Eurozona avrebbero rivelato che "le proposte sono frammentarie, vaghe e i colleghi greci non sono stati in grado si spiegare tecnicamente cosa comportassero alcune di queste". L'economista Bracci: "C'è uno scopo politico". Questa sera il premier Tsipras riferirà al parlamento greco sullo stato delle trattive.

Dall'Eurozona trapela insoddisfazione per i piani di riforma presentati dal governo di Atene. Piani che, secondo le indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, sono considerati da alcuni funzionari europei "proposte frammentarie e vaghe".
Non pare quindi destinato a sbloccarsi lo stallo del negoziato tra il governo ellenico e le istituzioni europee - ex Troika. In ballo c'è un piano di aiuti da due miliardi di euro che alla Grecia serve a mandare avanti la baracca - per pagare gli stipendi, già decurtati, dei dipendenti pubblici, ad esempio - e non a far ripartire l'economia.

"È un'abitudine quella del primo ministro Tsipras e del ministro delle Finanze Varoufakis - spiega i nostri micorfoni l'economista Giacomo Bracci - quella di non scendere mai troppo nel dettaglio rispetto alle proposte che vengono effettuate proprio per poter negoziare, per poter avere margini di manovra".
Tattica a parte, nell'intransigenza dei funzionari europei "c'è uno scopo politico dettato dalla natura dell'accordo. Nulla vieterebbe alle istituzioni europee di avere dei margini di manovra più flessibili per concedere una tranche di due miliardi che servirebbero per ripagare le quote di debito che la Grecia deve restituire al Fmi e ad altre istituzioni internazionali e per per fermare la crisi umanitaria. Si vuole che la Grecia continui sulla strada delle riforme strutturali, che poi in realtà corrispondono a sacrifici - continua Bracci - la prospettiva politica è favorita dal fatto che c'è un fiume di dichiarazioni che in questi giorni provengono dalle istituzioni europee e che servono essenzialmente a screditare l'operato del governo greco senza aggiungere nulla rispetto alla trattativa".

Lo stallo - e non è un mistero - si agisce sul piano economico ma ha motivazioni essenzialmente politiche. Il fatto è che, a divergere, sono proprio le piattaforme di politica economica di Atene da un lato e delle istituzioni europee dall'altro.  
"Nei piani del governo Tsipras c'è la riduzione dell'avanzo primario per far sì che l'economia possa ripartire. Quello che le istituzioni europee non hanno assolutamente intenzione di accettare è che si vada nella direzione di una espansione della domanda interna greca e di una redistribuzione di quelli che possono essere i guadagni di produttività dell'impresa", conclude Bracci.

Intanto questa sera il primo ministro Alexis Tsipras interverrà al parlamento greco per riferire dello stato delle trattative con le istituzioni europee per lo sblocco della tranche di aiuti da due miliardi di euro. La via greca di uscita dall'austerità resta, intanto, tutta in salita.


Ascolta l'intervista a Giacomo Bracci

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