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La "Favolosa Coalizione" marcherà a vista i No194

La risposta delle realtà laiche di Bologna alla manifestazione del 13 giugno.


di Alessandro Canella
Categorie: Donne
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Anche qualora il prefetto spostasse il raduno degli antiabortisti di No194, femministe, attiviste lgbt e antifascisti daranno vita ad una contromanifestazione. Lo annuncia la "Favolosa Coalizione", che si è riunita in assemblea per preparare la risposta.

Al raduno-preghiera degli antiabortisti di No194, a Bologna risponde la "Favolosa Coalizione", un raggruppamento di realtà femministe, lgbt, queer e antifasciste che si è dato appuntamento in un'assemblea per preparare la controffensiva. Nata qualche mese fa per rispondere ai presìdi delle Sentinelle in Piedi, la rete composta da molte realtà torna ad organizzarsi per il presidio previsto per il 13 giugno.
Le istituzioni in questi giorni stanno pensando di impedire, con un'apposita ordinanza, che la manifestazione si svolga davanti all'ospedale Maggiore. Il prefetto Ennio Maria Sodano ha convocato per venerdì i partiti cittadini, per fare il punto della situazione.

Se si deciderà per un semplice cambio di location e non per il divieto, la Favolosa Coalizione sarà in piazza, in qualunque luogo si decida di far svolgere il raduno degli antiabortisti, per dare vita ad un flash mob rumoroso e creativo e lanciare un messaggio chiaro: le posizioni degli integralisti religiosi a Bologna non hanno cittadinanza.
Sembra ormai scontato, quindi, che il 13 giugno, l'atmosfera sotto le Due Torri sarà comunque calda.
Gli antiabortisti, dal canto loro, hanno annunciato battaglia legale contro un'eventuale decisione che mettesse loro i bastoni fra le ruote e, di fronte all'ipotesi dell'ordinanza del Prefetto, annunciano che chiederanno le sue dimissioni al ministro degli Interni Angelino Alfano.

"Non saremo in piazza solo per manifestare dissenso ai No194 e per difendere la legge - spiega ai nostri microfoni Debora di Mujeres Libres - anche perché la 194 è una vittoria delle donne che rappresenta solo un punto di partenza, dal momento che in essa è contenuta l'obiezione di coscienza che crea tanti problemi alle donne". Più in generale, dunque, si manifesterà per l'autodeterminazione delle persone, siano esse donne, trans, lesbiche e chiunque non si riconosca nelle categorie eteronormate.


Ascolta l'intervista a Debora

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