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La crisi politica in Tunisia

Dopo l'omicidio di Chokri Belaid, è piombata nel giro di 24 ore in una instabilità politica che lascia pensare a una guerra civile.


di Selene Cilluffo
Categorie: Esteri
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Foto del corteo funebre a Tunisi per Chokri Belaid

Ieri Chokri Belaid è stato raggiunto da 4 colpi di pistola mentre usciva dalla sua casa nella capitale Tunisi. Molte manifestazioni nella capitale e in altre città; barricate, scontri, assedio al ministero e alle sedi del partito Ennahda. Il Paese è sull'orlo di una grave crisi istituzionale e il premier annuncia la formazione di un governo tecnico.

Dopo l'esecuzione di Belaid le opposizioni presenti nell'Assemblea costituente hanno deciso di far dimettere tutti i loro rappresentanti.

Chokri Belaid è stato attivista per i diritti umani, membro dell'opposizione a Ennahda, il partito del premier Hamadi al Jebali, e la sua morte ha scosso profondamente il Paese. Migliaia di persone sono subito scese in avenue Bourghiba, nei pressi del ministero dell'Interno, gridando slogan e chiedendo le dimissioni del premier e del governo. Il premier ha definito l'attentato "un atto di terrorismo", ma le sue assicurazioni sulla ricerca dei colpevoli non hanno placato la rabbia della folla. Nella serata di ieri, durante gli scontri nella capitale, è rimasto ucciso un agente delle forze di sicurezza. Ma il livello di tensione nelle ore successive non è sceso.

Questa mattina Hamadi al Jebali, ha annunciato che scioglierà il governo e formerà un nuovo esecutivo di solidarietà nazionale, formato da tecnici, entro 24 ore. I ministri del governo uscente non si presenteranno alle prossime elezioni, in occasione delle quali saranno dispiegati osservatori internazionali.

Intanto il suo partito Ennahda ha respinto le accuse di essere dietro l'omicidio e ha condannato l'omicidio di Chokri Belaid". Ma l'opposizione hanno accusato il partito di esserne il mandante. A Kalaa Kebira, dove risiede la famiglia di Belaid, la locale sede di Ennahda è stata presa d'assalto e incendiata da una folla inferocita.

"Gli assassini di Chokri Belaid vogliono un bagno di sangue in Tunisia ma non ci riusciranno" si è difeso il leader del partito di maggioranza Ennahda, Rached Ghannouci, accusato dalla stessa famiglia di Belaid di essere l'effettivo mandante dell'omicidio.

Intanto a Tunisi migliaia di persone hanno accompagnato l'ambulanza che trasportava la salma di Belaid, nel tragitto tra la clinica, dove l'esponente politico si è spento dopo l'attentato, e l'ospedale Charles Nicole, dove verrà eseguita l'autopsia, probabilmente già nelle prossime ore per consentire i funerali, che nei paesi islamici vengono fatti entro 24 ore dalla morte. L'opposizione ha già annunciato uno sciopero generale che paralizzerà il paese per questo fine settimana. La giustizia tunisina si fermerà per due giorni - domani e venerdì - in segno di protesta contro l'uccisione di Belaid.

Negli ultimi mesi le violenze di matrice politica nel paese si sono moltiplicate: numerosi partiti di opposizione e sindacati hanno accusato le milizie filo-islamiche di aver organizzato disordini o attacchi contro gli oppositori o le sedi dei loro uffici. Intanto la questione diventa di interesse umanitario internazionale: Amnesty International ha chiesto alle autorità tunisine l'apertura immediata di un'indagine approfondita, indipendente e imparziale per far luce sull'uccisione di Chokri Belaid.


Ascolta l'intervista a Rabih Boualegue, giornalista e documentarista tunisino free lance

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