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La campagna virale contro gli F35

I video ironici della campagna "Taglia le ali alle armi" della Rete Disarmo.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
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Un "bellissimo" F35 oppure... 20 treni per i pendolari. La Rete Italiana per il Disarmo fa partire una campagna di video virali sull'inutilità delle spese militari. Vignarca: "Fin da subito si potrebbero liberare 3,5 miliardi per il welfare".

Un pendolare in una stazione di periferia attende il treno. La voce dall'altoparlante annuncia un veicolo in transito sul binario, il pendolare guarda l'orologio con espressione soddisfatta, come a dire: "Beh, quest'oggi non ha nemmeno troppo ritardo". Poco dopo l'espressione cambia e si fa terrorizzata. Sul binario, infatti, al posto del suo treno compare un cacciabombardiere F35.
La scena appena descritta è quella del primo video (guardalo in fondo all'articolo) della campagna virale lanciata dalla Rete Italiana per il Disarmo contro il programma di acquisto di F35. "Il senso è tenere alta l'attenzione che purtroppo cala quando non c'è una discussione in Parlamento", spiega ai nostri microfoni il portavoce Francesco Vignarca.

La campagna "Taglia le ali alle armi", attiva dal 2009, ha deciso quindi di lanciare alcuni video virali e ironici per sollevare l'attenzione sulle spese militari che, in un contesto come quello attuale, sottraggono risorse al welfare e allo sviluppo del Paese.
Con un singolo F-35 si potrebbero acquistare ben 20 treni per i pendolari che, come sappiamo, vivono la quotidiana odissea dei trasporti pubblici.
"I prossimi video - spiega Vignarca - saranno su temi altrettanto importanti, come la sanità, la disabilità e l'istruzione".
Settori che vedono continui tagli, mentre non si tocca il programma di acquisto dei cacciabombardieri, che prevede una spesa di 14 miliardi per il loro acquisto e 52 miliardi per il mantenimento.

"Ogni anno si decide la spesa di acquisto - sottolinea il portavoce della Rete Disarmo - per cui pensiamo che sia importante continuare a dire che si può cambiare strada".
La legge di Stabilità, in discussione in Parlmento, quest'anno stanzia poco meno di 24 miliardi di euro per la Difesa. Una somma di poco inferiore a quella del 2013, mentre gli altri dicasteri subiscono forti riduzioni.
"La campagna Sbilanciamoci, che verrà presentata giovedì - fa sapere Vignarca - ha calcolato che dal bilancio della Difesa si potrebbero recuperare subito ben 3,5 miliardi, che sono un sacco di soldi se pensiamo all'entità delle coperture per provvedimenti come l'Iva o altri".

Non solo: i pacifisti sostengono che con un programma di ristrutturazione di lunga durata, molte altre risorse potrebbero essere destinate a settori ben più strategici, come la sanità e la scuola.
"Vogliamo riappropriarci della parola 'difesa' - conclude Vignarca - e vogliamo dire che la difesa è quella dei posti di lavoro, della sanità, dei trasporti sostenibili, non quella militare. Recenti studi dimostrano che un milione di dollari investiti nella Difesa producono 8 posti di lavoro, mentre la stessa cifra investita in istruzione o sanità ne producono il doppio".


Ascolta l'intervista a Francesco Vignarca
Tags: Guerra, Crisi

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