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La Buona Scuola al voto finale, gli studenti: "Sarà un autunno caldo"

Il ddl approda alla Camera per l'approvazione definitiva, fuori da Montecitorio la protesta.


di Andrea Perolino
Categorie: Istruzione, Politica
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Il lungo iter della riforma della scuola è arrivato alla pagina conclusiva, almeno per quanto riguarda i lavori in Parlamento. Le mobilitazioni, invece, proseguono: cortei, presìdi, scioperi della fame vanno avanti in tutta Italia. Sindacati, associazioni, insegnanti e studenti sono pronti a inasprire la battaglia proprio all'interno delle scuole, a partire da settembre.

La riforma della scuola è approdata alla Camera dove, quasi sicuramente, incasserà l'approvazione definitiva e diventerà legge dello Stato. Un passaggio formale, vista la maggioranza di cui può disporre il governo a Montecitorio. Si conclude così il lungo iter del ddl "Buona Scuola", mentre a non vedere la fine è l'opposizione di tutte quelle realtà che negli ultimi mesi hanno manifestato la loro contrarietà alla riforma voluta dal premier Matteo Renzi. Da oggi, e per i prossimi giorni, il mondo della scuola che vede uniti sindacati di categoria, docenti e studenti sarà in presidio davanti a Montecitorio per urlare ancora una volta al governo il proprio no a una riforma che, fin dall'inizio, ha considerato del tutto sbagliata.

Un'opposizione trasversale che in tutto il paese è sfociata in una miriade di manifestazioni diverse: dagli scioperi, come quello partecipatissimo del 5 maggio fino al blocco degli scrutini, al boicottaggio delle prove Invalsi, fino ai cortei che hanno riempito le piazze da nord a sud. Senza dimenticare gli scioperi della fame. "Questi giorni sono un nuovo inizio - afferma Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti - Dopo dieci mesi di mobilitazione studentesca e sindacale non si può che confermare la contrarietà a questo disegno di legge che non risponde ai veri bisogni della scuola. Non possiamo fare in modo che le scuole diventino un laboratorio di sperimentazione di pratiche autoritarie a favore di dirigenti manager che devono procacciarsi finanziamenti privati. Dopo il No greco ci sarà il nostro No, non siamo disposti a fare un passo indietro".

Un nuovo inizio, dunque, che vedrà una nuova ondata di agitazione a partire da settembre, alla ripresa dell'anno scolastico. "Noi crediamo in un'alternativa e la proporremo dal primo giorno di scuola, insieme ai lavoratori, provando a bloccare scuola per scuola l'applicazione di questa riforma - spiega Lampis - Questi giorni saranno importanti per dare un ennesimo schiaffo a un governo che vuole forzare il Parlamento e la democrazia in questo paese. Continueremo a fare pressione anche nelle piazze - continua Lampis - sarà un autunno caldo e il governo lo deve sapere. Sarà un autunno in cui sperimenteremo il nostro governo delle scuole, entrando negli organi collegiali e provando a bloccare le derive autoritarie dei presidi manager, provando a boicottare i dispositivi di valutazione, sia i test invalsi che i test di valutazione dei docenti".


Ascolta l'intervista a Danilo Lampis

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