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L'Italia che resiste, una catena umana al grido "non siamo neutrali"

Il 2 febbraio la mobilitazione della società civile contro la disumanità di questo governo.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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Anche Bologna aderisce alla mobilitazione nazionale di "L'Italia che resiste". La Rete Bologna Accoglie e il Portico della Pace invita a scendere in piazza il 2 febbraio per dare vita ad una catena umana che si opponga alle scelte inumane del governo. Anna Rosa Rossi: "Non siamo neutrali". Iniaziative anche in altri Comuni della Città Metropolitana.

Le scelte inumane del governo italiano, che vorrebbe lasciare morire in mare chi scappa da guerra, fame e povertà, che vorrebbe interrompere i percorsi di accoglienza ed integrazione e che istiga all'odio e alla xenofobia trovano l'ostacolo della società civile, che si mobilità anche sabato prossimo, 2 febbraio.
In molte città italiane, infatti, si svolgerà "L'Italia che resiste", un'autoconvocazione spontanea di cittadini e associazioni che cingeranno gli edifici comunali con una catena umana.

A Bologna l'appello è stato raccolto dalla Rete Bologna Accoglie e dal Portico della Pace, che invitano tutte e tutti per le 14.00 di sabato sotto Palazzo D'Accursio.
"Non ci sarà solo il capoluogo - aggiunge ai nostri microfoni Anna Rosa Rossi, una delle organizzatrici - ma molti Comuni della Città Metropolitana, come Granarolo, Ozzano e San Giovanni in Persiceto, si stanno organizzando per realizzare iniziative analoghe".

ASCOLTA L'INTERVISTA AD ANNA ROSA ROSSI:

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