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L'incarico per il governo ad Enrico Letta

Il presidente incarica il vicesegretario del Pd per la formazione del governo di larghe intese.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica
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Napolitano affida al vicesegretario Pd l'incarico di formare un governo. Per Letta le priorità sono l'economia e le riforme istituzionali. Puglisi (Pd): "Si parta dal documento dei saggi". Il Pdl: "Non si ripeti un caso-Marini", ma già il "ribelle" Civati, ai nostri microfoni, mette le mani avanti: "Vedremo se votare o no il governo".

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Dopo le consultazioni-lampo di ieri, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha affidato quest'oggi l'incarico per la formazione del governo al vicesegretario del Pd Enrico Letta.
Letta era stato designato, insieme ai capogruppo in Parlamento, di rappresentare i Democratici nel colloquio col Capo dello Stato dalla Direzione nazionale del partito di ieri pomeriggio, nel corso della quale il segretario Pierluigi Bersani ha confermato le proprie dimissioni.

Si profila dunque un governo di larghe intese con berlusconiani e montiani e sulla stampa già impazza il toto nomi sui possibili ministri.
Enrico Letta si è detto sorpreso della chiamata di Napolitano ed ha annunciato che domani svolgerà le consultazioni con tutte le forze politiche, per poi sciogliere la riserva presso il Capo dello Stato.
"Un governo di servizio", quello che Letta intende costituire e per farlo indica le priorità: la crisi economica, con risposte sul tema del lavoro e per le imprese, e la credibilità politica, attraverso misure per la moralizzazione della vita pubblica, riforme costituzionali come la legge elettorale e il numero dei parlamentari.

In questi casi, però, più del "cosa" è importante il "come", ovvero con quale approccio il nuovo esecutivo tenterà di risolvere i problemi italiani. La senatrice Pd Francesca Puglisi, ai nostri microfoni, afferma che il punto da cui partire, così come indicato da Napolitano, è il documento elaborato dai 10 saggi. Archiviati, quindi, gli 8 punti programmatici elaborati da Bersani.
Di fronte al dato incontrovertibile che la maggioranza dei cittadini italiani ha chiesto col voto il superamento dell'austerity, Puglisi risponde: "Deve essere l'Europa a decidere se abbandonare l'austerity e a noi serve un governo forte che possa andare in Europa a chiedere il cambio di passo".

Il Pdl, però, avvisa i Democratici: "Non si ripeta un caso-Marini", ovvero il Pd tenga compatti i suoi per la fiducia al nuovo esecutivo. Una nota del segretario Angelino Alfano, inoltre, chiede figure forti per ricoprire le cariche di ministro. "Il governo non nascerà a tutti i costi", replica Letta.
Ai nostri microfoni, però, il "giovane ribelle" del Pd Giuseppe Civati mette le mani avanti. "Era meglio evitare che vi fosse un impegno così diretto e marcato da parte del Partito Democratico - osserva Civati - Vedremo se voteremo o no la fiducia a questo governo. Il Pd deve capire quale atteggiamento tenere, perché se è un governo politico basato sull'alleanza con Berlusconi, è una scelta che cambia profondamente gli indirizzi del partito. Della serie: è ancora il Pd questo che stiamo vedendo?".


Ascolta il discorso di Enrico Letta

Ascolta l'intervista a Giuseppe Civati

Ascolta l'intervista alla senatrice Francesca Puglisi
Tags: Politica, Governo

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