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L'Europa dove circolano i prosciutti ma non gli umani

Alle 18.00 all'Ortica un incontro per parlare della mobilità europea.


di Alessandro Canella
Categorie: Lavoro, Migranti
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Coordinamento Migranti e Sconnessioni Precarie organizzano un incontro per discutere di confini e mobilità in Europa. In videoconferenza Silvia Guerra, l'artista espulsa da Bruxelles perché considerata un peso. "Mi sembra che un prosciutto o una scamorza in Europa circolino più facilmente che un essere umano".

"La nuova Europa dei confini e della mobilità". È questo il titolo dell'incontro promosso da Coordinamento Migranti e Sconnessioni precarie per questo pomeriggio, alle 18.00 all'Ortica di via Mascarella 23. Ma è nel sottotitolo - "Un'unione solo per prosciutti e scamorze" - che si capisce il taglio dell'iniziativa, che vuole sottolineare come nell'Europa unita le merci circolino meglio delle persone.

Non è un caso, quindi, se in videoconferenza interverrà Silvia Guerra, l'artista di cittadinanza italiana che fu espulsa dal Bruxelles, dove risiedeva da tempo, perché considerata un peso dal welfare belga. "Per ora l’immagine più precisa che ho della situazione - afferma la diretta interessata - è che mi sembra che un prosciutto o una scamorza in Europa circolino più facilmente che un essere umano".

E così gli accordi di Schengen e l'austerity, nell'epoca della crisi economica, trovano una combinazione che sfocia in un assetto restrittivo anche per i cittadini comunitari, non solo per i tanti migranti provenienti da Paesi esterni all'Eurozona.
"Nelle pieghe di questa e di altre storie - si legge nel comunicato dell'evento emerge anche la possibilità che la mobilità della forza-lavoro inizi a diventare un problema per le logiche del capitale, non più solamente uno strumento nelle sue mani".

"Le frontiere verso l'esterno generano frontiere anche nel cuore dell'Europa - sostiene ai nostri microfoni Wolf Bukowski, promotore dell'iniziativa - Nel trattato di Mastricht del 1992 c'è una postilla di cui nessuno si era mai accorto che contiene delle limitazioni che hanno reso possibile la vicenda di Silvia".
Il Belgio, dunque, si rifà a quella postilla ed ha espulso una cittadina comunitaria con il pretesto del welfare. "Non c'è alcuna emergenza per il welfare creata dalle migrazioni - continua Bukowski - Semmai ci sono tagli generali, anche nei Paesi del Nord Europa". Tagli che vengono usati a livello elettorale per innescare pericolose derive. "Non si rendono conto che stanno evocando cose pericolose. Si torna a parlare di nazioni, mentre il welfare dovrebbe essere ripensato in un senso di apertura, non di chiusura".


Ascolta l'intervista a Wolf Bukowski

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