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L'Emilia Romagna sciopera contro il Jobs Act

Lo sciopero di otto ore proclamato dalla Cgil.


di redazione
Categorie: Lavoro
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Partono da piazza XX Settembre e Porta San Felice i due cortei dello sciopero generale regionale proclamato dalla Cgil contro il Jobs Act del governo Renzi. Lavoratrici e lavoratori in migliaia in piazza per dire no alla cancellazione dell'articolo 18. ASCOLTA GLI INTERVENTI DI COLLA E PAPIGNANI E LA RABBIA DEI LAVORATORI.

"Ci rivolgiamo a tutti coloro che ritengono che parole come rappresentanza sociale, diritti, confronto, coesione sociale e rispetto delle altrui posizioni non siano solo parole vuote, necessariamente sacrificabili sull’altare di un decisionismo che vuole andare da qualche parte ma forse non sa nè dove né come". Con queste parole Vincenzo Colla, segretario regionale della Cgil, e Bruno Papignani, segretario regionale della Fiom, presentano lo sciopero generale di oggi, proclamato contro le misure del governo Renzi sul tema del lavoro, in particolare sulla cancellazione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

La mobilitazione di oggi vuole anche preparare la manifestazione nazionale del 25 ottobre a Roma, sempre messa in piedi dalla sola la Cgil. Due i concentramenti organizzati: uno da piazza XX Settembre e uno da Porta San Felice. I cortei poi sono confluiti in piazza Maggiore, dove il comizio conclusivo è affidato al segretario regionale Colla. Migliaia i partecipanti aiu due cortei poi riunitisi. Da una stima approssimativa e al ribasso, non meno di diecimila persone sono in questo momento in Piazza Maggiore.In alcune fabbriche della regione l'adesione allo sciopero, dicono dal palco, ha toccato il 100%.

Durissime le parole dei lavoratori contro il premier Matteo Renzi, accusato di essere riuscito a fare quello che neanche un govenro di destra sarebbe riuscito a fare; C'è chi, come un'operaia in Cassa Integrazione, invita Renzi a provare a vivere con 400 euro al mese, ed é unanime l'opinione che non sarà togliendo diritti che l'occupazione tornerà ad aumentare.

Il segretario regionale Cgil Vincenzo Colla è ancora più perentorio e considera la politica dell'esecutivo come votata al conflitto tra poveri, e a una concorrenza sfrenata che distruggerà ogni diritto dei lavoratori; Colla, come già negli scorsi giorni, denuncia la riscrittura dell'articolo 1 della Costituzione. "Adesso -dice amaro il sindacalista- l'articolo 1 recita: l'Italia é una repubblica fondata sugli imprenditori."

Anche il segretario regionale Fiom, Bruno Papignani, evidentemente felice del nuovo corso di lotta della Cgil, non risparmia aspre critiche a Renzi "che mira a dostruggere ogni tipo di organizzazione, sindacale e non, in ossequio all'approccio da uomo solo al comando" e ribadisce come sia un dovere del sindacato, scendere in piazza contro la distruzione dei diritti di chi lavora. Papignani non lesina feroci critiche alla Cisl, che non ha appoggiato lo sciopero. "La Cisl -conclude il leader dei metalmeccanici- si ormai legata mani e piedi al governo e a Marchionne. E' un sindacato di servizi, un sindacato dei salotti buoni."


L'intervista a Vincenzo Colla

L'intervista a Bruno Papignani

La rabbia dei lavoratori

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