Crisi nera nel settore della ceramica emiliano romagnola. L’assessore Muzzarelli parla di più di 1200 esuberi. Il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato annuncia la convocazione di un tavolo. Sconciaforni: “Il governo cominci a fare qualcosa e lasci perdere gli F35”.

Il settore della ceramica emiliano romagnolo vive una crisi nera, quasi un’ecatombe. Questa è la sensazione ad ascoltare le perole dell’assessore regionale alle Attività Produttive Gian Carlo Muzzarelli, intervenuto in risposta ad un’interpellanza presentata da Roberto Sconciaforni, capogruppo della Federazione della Sinistra in Assemblea Legislativa.
Più di 1.200 gli esuberi del settore, in particolar modo della Cooperativa Ceramica di Imola. “La situazione illustrata dall’azienda  con dovizia di dati, previsioni e scenari – ha detto Muzzarelli – mostra un’impresa che ha effettuato significativi investimenti negli ultimi anni che le hanno consentito di affrontare la crisi globale e far fronte alla caduta di mercato che ha interessato in modo pesante tutto il settore.

Nonostante il tentativo di resistere, però, la riduzione del mercato appare strutturale, tanto che in tutto il settore si contano oltre 1200 esuberi. Nella risposta l’assessore ha spiegato anche che “tutte le imprese ceramiche in crisi, se pur con tempi diversi, vanno verso l’esaurimento degli ammortizzatori sociali che, di norma, non sono sine die, ma regolati da precisi contatori che nella fattispecie dei contratti di solidarietà, in genere sono di 36 mesi”.
La Giunta, assicura infine, “è prioritariamente impegnata sul tema delle risorse per gli ammortizzatori sociali, comprese quelle per la deroga”.
E un impegno, quest’oggi, è arrivato anche dal ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato. Partecipando ad Imola all’assemblea delle cooperative industriali di Ancpl-Legacoop, il ministro ha affermato di aver assunto l’impegno della convocazione di un tavolo per affrontare la crisi del settore ceramico.

Il consigliere Sconciaforni, pur apprezzando l’impegno della Regione per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e la dichiarazione odierna del ministro Zanonato, rilancia però il tema dell’uscita dalla crisi. “Non esiste una ricetta magica o una soluzione unica – spiega Sconciaforni – ma è evidente che il governo non sta facendo nulla per invertire le logiche recessive di austerity e tagli”. L’esecutivo, secondo il consigliere regionale, fa fatica a trovare un miliardo per rifinanziare gli ammortizzatori, ma non ha problemi a spenderne 14 per l’acquisto degli F35.
Quanto al piano locale, Sconciaforni invita le aziende a ragionare sui contratti di solidarietà e lancia loro un monito: “Non pensino di uscire dalla crisi licenziando le persone o delocalizzando le produzioni”.