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L'atomica Cinese sulla sinistra bolognese

L'uscita di Cofferati dal Pd infiamma il dibatitto nel centrosinistra bolognese.


di redazione
Categorie: Politica
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A pochi giorni dall'addio di Sergio Cofferati al Pd le reazioni del mondo politico hanno rivelato una pluralità di posizioni, tra le forze politiche e al loro interno. La decisione di Cofferati è stata da molti considerata un vero e proprio punto di svolta per il centrosinistra.

La decisione di Sergio Cofferati di lasciare il Pd non ha atteso molto perchè forze politiche ed esponenti del centrosinistra prendessero posizione su quella che sembra assumere i connotati di una svolta politica carica di conseguenze.

Le voci di sostegno all'ex "sindaco-sceriffo" si sono levate numerose, come anche le posizioni di quanti non hanno mancato di ricordare, con toni fortemente critici, la biografia politica di Cofferati, soprattutto nel periodo in cui è stato primo cittadino di Bologna.

Il segretario della Fiom Maurizio Landini ha espresso parole di sostegno alla decisione di Cofferati, paventando l'ipotesi di "nuove forme di aggregazione" che attorno a lui potrebbero nascere.

"La decisione di Cofferati è un enorme fatto politico e pone un problema politico di cui il Pd, invece che banalizzare, come ha fatto Renzi, farebbe meglio a discutere - sostiene Danilo Gruppi, ex sergretario Cgil Bologna e promotore del gruppo Ri-Cominciamo - Mi sembra che la scelta di Cofferati apra, o possa aprire, un'autentica valanga, che in parte si era già evidenziata all'interno del Pd"

Sabato scorso, all'assemblea dell'Altra Europa con Tsipras, è stato sostenuto che l'addio di Cofferati al Pd abbia segnato il definitivo smarcamento del partito di Renzi dal mondo del lavoro. Anche in quel caso, insomma, la decisione di Cofferati ha ricevuto un'approvazione di fatto.

A ufficializzare quell'approvazione ci ha pensato Paolo Ferrero - che dell'Altra Europa è membro -, che dal sito di Rifondazione Comunista ha persino "manifestato solidarietà" a Cofferati.

"Intendere Cofferati come nuovo leader della sinistra vuol dire non avere cognizione di quella che è stata, per esempio, la sua esperienza amministrativa a Bologna e di quello che è successo da quegli anni in poi - dichiara Marco Trotta dell'Altra Europa con Tsipras - Non penso che sarebbe molto credibile a sinistra l'impegno di Cofferati".

Critica anche Cathy La Torre, capogruppo di Sel a Palazzo D'Accursio, che parla di Cofferati come di "uno dei peggiori sindaci di Bologna".

Il fatto è che in Sel le posizioni sono differenti, come pure nel Pd. Se, per molti, la decisione di Cofferati ha il merito di aver fatto emergere i nodi irrisolti interni al Pd - che Renzi è accusato di liquidare sbrigativamente -, a pesare sulla sua biorgrafia politica è soprattutto il suo passato di sindaco di Bologna, anni nei quali il "Cinese" ha gestito, con tendenze autoritarie, la sua compagine politica, la cosa pubblica e la vita della città.

"Su Bologna Cofferati non ha dato la prova di essere un amministratore vicino alla sinistra e alle persone - spiega Egle Beltrami di Sel Emilia Romagna - Al di là della possibilità di costruire un nuovo soggetto politico, abbiamo bisogno di stare uniti, di fare fronte comune sulla difesa dei diritti sul lavoro. Se c'è anche Cofferati, benissimo, lavoriamo insieme".

Intanto l'ex sindacalista, ex sindaco-sceriffo ed ex candidato alle primarie liguri del Pd si dichiara ostinato a non voler dar vita a nuovi progetti politici ed esclude la sua adesione ad altri gruppi o partiti.

Alessandro Albana


Ascolta l'intervista a Danilo Gruppi

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Tags: Politica, Pd, Sel

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