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L'appello di Greenpeace contro gli Ogm

Appello no-Ogm ai partiti e ai candidati. Una scelta per la salute e l'ambiente


di redazione
Categorie: Ambiente, Movimento
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I beni alimentari non dovrebbero essere monopolio di multinalzionali ma patrimonio comune a tutti. Ecco l'appello di Greenpeace al mondo della politica per dire di no all'agricoltura modificata geneticamente.


Sono numerose le ragioni per dire di no al cibo geneticamente modificato in Italia. In primo luogo le coltivazioni Ogm costituiscono un rischio reale per l'ambiente e per la salute, inoltre le produzioni transgeniche permettono che vengano lesi i diritti umani. Infatti le multinazionali, che detengono il monopolio dell'agricoltura Ogm, costruiscono vere e proprie fortune finanziarie sul cibo geneticamente modificato, il che determina un'autentica sovranità alimentare. I beni alimentari invece, per loro natura, dovrebbero avere una destinazione universale. Se questa tendenza non verrà invertita le  produzioni transegeniche metteranno a rischio il futuro dell'alimentazione non solo per noi, ma anche per le generazioni future.

La scelta degli Ogm è, in quanto tale, un fattore di omologazione, che lascia ben poco spazio al modello agricolo propriamente italiano, che costituisce un valore aggiunto per il nostro paese. La proposta di Greenpeace riguarda quindi, non solo il rifiuto degli Ogm in quanto dannosi per ambiente e salute, ma anche il ritorno ad un'agricoltura italiana identitaria e distintiva, basata sulla qualità e la biodiversità. Bisogna inoltre incrementare lo sviluppo di un consumo consapevole in un mercato trasparente ed etico, dove esista una reale garanzia di sicurezza e qualità dei prodotti. Anche la fiducia dei consumatori che è stata pesantemente scossa, negli ultimi anni, da vari scandali come la mucca pazza o l'influenza aviaria, potrebbee in questo modo essere rispristinata.  

L'appello di Greenpeace  è rivolto a tutti i partiti ed i candidati del governo entrante, affinchè  i motivi per dire di no agli Ogm non vengano dimenticati o sottovalutati dall'Italia e dalla comunità europea.

Lucia Visani


Ascolta l'intervista a Federica Ferrario, responsabile della campagna No OGM di Greenpeace Italia

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