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È in corso a New York la convention dell’Onu sulla condizione femminile. La discussione si articola tra violenza di genere e cooperazione allo sviluppo. Gli ostacoli al documento finale riguardano i diritti sessuali della donna, avversati da alcuni Stati e dal Vaticano. Salinari (ong “Terres des Hommes”): “Smantellare i cannoni e costruire scuole”.

È in corso al Palazzo di Vetro dell’Onu a New York, e proseguirà fino all’inizio della settimana prossima, la 57^ sessione della Convention on the Status of Women, conferenza dell’Onu dedicata alla condizione femminile.
Mentre le delegazioni degli Stati discutono e si confrontano, quest’oggi, in occasione dell’8 marzo, si tiene una marcia delle donne, a cui prendono parte anche le Ong presenti a New York.
Dal Palazzo di Vetro, quest’oggi, è stato diramato un appello per contrastare la violenza nei confronti delle donne, un problema che è globale e trasversale.
“Nonostante il ruolo fondamentale delle donne, che producono cibo e sfamano le proprie famiglie – si legge nel comunicato – ancora troppa poca attenzione viene data al rapporto tra donne, violenza e sicurezza alimentare. La discriminazione di genere incrementa la malnutrizione delle donne e ostacola la loro forza e il loro potere”.

Non bisogna però credere che la discussione, approfondita e proficua, veda una posizione unitaria da parte degli Stati partecipanti. A rivelarlo è Raffaele Salinari, presidente dell’ong “Terres des Hommes”, che da New York racconta ai nostri microfoni come lo scoglio per il documento unitario finale della conferenza sia rappresentato dal tema dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne. Un argomento che trova le resistenze di alcuni stati asiatici, dell’America Latina e anche del Vaticano.
“Le ong stanno facendo pressione affinché questo tema venga inserito nel documento finale – spiega Salinari – perché è anche il non riconoscimento di questi diritti che porta a fenomeni come le mutilazioni genitali femminili, i matrimoni combinati o quelli precoci”.

La convention si articola in due macro aree. Da un lato c’è un gruppo di lavoro sulla violenza di genere, in cui Terres des Hommes ha portato un importante contributo sulla situazione italiana, grazie ad una ricerca svolta in collaborazione con la polizia di Stato. Dalla ricerca emerge che anche in Italia la violenza nei confronti delle donne è in aumento e inizia a colpire in modo significativo anche le bambine. Vi sono poi fenomeni “nuovi” di violenza di genere, come il cyberbullismo, che le nazioni sono chiamate a prevenire, a fianco dei vecchi tipi di violenza.
Dall’altro lato si lavora sul tema della cooperazione allo sviluppo, affrontando temi come l’accesso all’istruzione e le pari opportunità per le bambine e le donne.
“Su questo tema occorre andare oltre gli obiettivi del Millennio – sostiene Salinari – estendendo concretamente, attraverso la destinazione di risorse, i programmi che incrementano l’accesso all’istruzione e il contrasto della povertà femminile. In altre parole occorre smantellare i cannoni e costruire scuole”.