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Jobs Act Pride, licenziamenti a raffica

Le vertenze nelle aziende bolognesi che preannunciano complessivamente 356 licenziamenti.


di Alessandro Canella
Categorie: Lavoro
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Sono complessivamente 356 i licenziamenti, che nell'era dei selfie si chiamano "esuberi", annunciati in aziende del solo territorio bolognese. Quattro le principali vertenze aperte: Titan, Guaber, Kemet e Ncv. Ecco chi sono gli imprenditori a cui Renzi fa sconti e dà agevolazioni.

Il Jobs Act non è ancora stato approvato, ma negli imprenditori si sta risvegliando una sorta di orgoglio che li porta a chiudere stabilimenti e licenziare lavoratori. Sono complessivamente 356 le persone che rischiano di restare in mezzo ad una strada e ciò analizzando solo quattro vertenze nel territorio di Bologna e provincia.
Se da un lato questa è la prova che non è l'articolo 18 ad ostacolare i licenziamenti, resi più facili già dalla riforma Fornero, dall'altro quello che sta accadendo fa riflettere sulla linea intrapresa dal governo Renzi, ovvero quella di agevolare il più possibile le aziende, nella speranza che queste rilancino l'occupazione e l'economia. In particolare, l'esecutivo tenta questa strada su due fronti: la compressione dei diritti dei lavoratori e gli sgravi per le imprese (6 miliardi il taglio all'Irap nella legge di Stabilità).

LE VERTENZE

TITAN. La multinazionale americana ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Crespellano e il licenziamento di 186 lavoratori. Una delle ipotesi messe sul piatto dalla proprietà è il trasferimento di alcuni operai nello stabilimento di Finale Emilia, ma di questo non c'è prova scritta. Ciò che appare certo, invece, è l'apertura della procedura di mobilità, mentre aleggia il sospetto che la multinazionale voglia delocalizzare in Turchia.
La Fiom ha chiesto l'apertura di un tavolo istituzionale e i lavoratori hanno occupato la fabbrica, continuando a lavorare e impedendo che le merci possano uscire dalla fabbrica. Ciò ieri ha generato tensioni, con la proprietà che ha chiamato i carabinieri in seguito al blocco di un camion che voleva uscire.

GUABER. La multinazionale Henkel ha acquisito il gruppo franco-italiano Spotless, di cui fa parte anche la Guaber srl. La prima intenzione manifestata dalla nuova proprietà è stata quella di chiudere lo stabilimento di Casalecchio, che occupa 80 persone. L'azienda ha promesso il riassorbimento, ma solo parziale, di alcuni lavoratori, che ora chiedono l'apertura di un tavolo di crisi. Il problema, in questa vertenza, non sembra essere di natura economica. "La stessa Henkel - scrivono i sindacati - ha riconosciuto che la società è una realtà di successo che ha saputo aumentare le proprie quote di mercato grazie alle qualità professionali dei dipendenti e dell'efficacia dell'organizzazione del lavoro". Ma la multinazionale vorrebbe concentrare in un'unica sede la propria presenza italiana, cogliendo però l'occasione per diminuire i dipendenti.

KEMET. Il primo ottobre la multinazionale americana Kemet ha abbandonato il tavolo di
trattativa iniziata in Regione il 05 agosto. Oggetto del negoziato la dichiarazione di 50 esuberi tra il personale indiretto e la richiesta di uno stravolgimento degli orari di lavoro quale condizione per eventuali investimenti per lo stabilimento di Pontecchio Marconi che occupa attualmente 482 dipendenti. In reazione alla volontà padronale sono partiti immediatamente scioperi articolati, ai quali Kemet ha risposto disdettando tutti gli accordi aziendali in essere sugli orari di lavoro. Il 4 novembre si terrà un tavolo in Regione.

NCV. Si tratta della vertenza che forse ha più prospettive positive di soluzione. Tutto nasce dal fallimento di Coopertone, che gestiva alcuni servizi in subappalto di Atc, come l'accertamento della sosta e i contrassegni. I lavoratori di Coopertone furono assorbiti da Ncv, previo pagamento di una quota sociale, ma ora 40 di questi hanno ricevuto una lettera di mobilità. Ieri, a seguito di un blitz in Consiglio comunale, l'Amministrazione ha dato prospettive ad almeno la metà dei lavoratori, quelli che si occupano dei contrassegni, che verranno riassorbiti da Tper. L'incognita rimane per gli addetti all'accertamento della sosta. Usb spera che l'11 novembre, durante il tavolo che ci sarà in Provincia, possa essere data una risposta.


Per la vertenza Guaber, Roberto Guarinoni, segretario della Filtcem Cgil di Bologna

Per la vertenza Kemet, Stefano Zoli della Fiom

Per la vertenza Ncv, Sebastiano Taumaturgo di Usb

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