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Italia come l'Uruguay? La proposta per legalizzare la cannabis

Duecento parlamentari pronti a sostenere una proposta di legge per la legalizzazione dell'uso della cannabis.


di Andrea Perolino
Categorie: Politica
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Monopolio dello Stato sulla produzione e la commercializzazione della cannabis, possibilità di coltivare fino a 5 piante in forma privata, e "Cannabis Social Club" sul modello spagnolo: è la proposta di legge bibartisan che potrebbe aprire la strada alla legalizzazione in Italia. Giovanni Paglia (Sel): "Ci sono solo lati positivi, potrebbe essere la volta buona".

Un nutrito gruppo di parlamentari di diversi schieramenti, circa duecento, è pronto a mettere la firma sulla proposta di legge per la legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati. Dallo scorso marzo, l'intergruppo parlamentare guidato dal senatore e sottosegretario agli esteri Benedetto Della Vedova è al lavoro per mettere a punto i dettagli di una legge che apra la strada alla depenalizzazione del consumo di cannabis in Italia. L'idea è quella di affidare allo Stato il monopolio sulla commercializzazione della cannabis e dei suoi derivati, oltre a consenire la possibilità di coltivarla in forma privata - fino a 5 piante - o in forma associata, dando vita a dei "Cannabis Social Club" sul modello spagnolo: un'associazione formata da non più di 50 soci ognuno dei quali può coltivare e mettere in comune un massimo di 5 piante.

"L'idea è che in Italia si possa fare come in Uruguay - spiega il deputato di Sel Giovanni Paglia - cioè dare allo Stato il monopolio della produzione, lavorazione e vendita della marijuana. L'ingresso fiscale assicurato sarebbe stimato in circa 10 miliardi di euro l'anno - sottolinea Paglia - Crediamo sia una proposta realizzabile, che toglierebbe svariate decine di miliardi di euro di fatturato alle mafie, che fornirebbe entrate fiscali utili in un momento come questo, con cui si potrebbe finanziare buona parte del reddito minimo di cittadinanza, oltre a creare posti di lavoro. È un'idea in cui vediamo solo lati positivi".

La proposta, sostenuta da più di duecento parlamentari di entrambi i rami del parlamento - da Sel, M5S, Gruppo misto e Pd - sarà depositata già nelle prossime settimane nelle due Camere. E Giovanni Paglia è fiducioso sul fatto che possa rappresentare una vera svolta per le politiche sulle droghe leggere: "Potrebbe essere la volta buona - afferma il deputato - Se il governo lascia lavorare il parlamento, senza intromettersi facendone tema di tenuta della maggioranza, i numeri ci sono. Oltre a Sel c'è un'adesione abbastanza convinta del M5S, il Pd sarà come sempre diviso al suo interno ma credo che ci sia una buona maggioranza di deputati favorevoli. Se per una volta questi gruppi decidessero di lavorare insieme potrebbe venirne fuori una delle poche leggi buone di questa legislatura".


Ascolta l'intervista a Giovanni Paglia

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