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Istruzione: studenti e insegnanti bocciano la Buona Scuola

Si conclude il primo anno scolastico all'insegna della riforma. Studenti e insegnanti tracciano il loro bilancio.


di redazione
Categorie: Istruzione, Politica
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Ieri si è concluso l’anno scolastico che per primo ha vissuto gli effetti della Buona Scuola di Matteo Renzi e del ministro Giannini. Il bilancio tracciato dall’Unione degli Studenti parla di un’alternanza scuola-lavoro “infattibile”, di “logica aziendale” e “tensione autoritaria”. Critici anche gli insegnanti, con Anief che denuncia “mancate stabilizzazioni” e riporta di “80mila laureati abilitati” che ancora attendono di essere immessi in ruolo.

Il primo anno scolastico all’insegna della Buona Scuola, tanto criticata da insegnanti e studenti quanto sostenuta dal ministro Giannini e da Matteo Renzi, si è concluso con uno strascico di polemiche e un primo bilancio in cui davvero si fa fatica  a rintracciare qualcosa di buono.

I  primi a tracciarlo, questo bilancio, sono gli studenti.  “Tra chi ha affrontato per la prima volta le scuole superiori e chi si avvia alla maturità c’è grande insoddisfazione”, racconta l’Unione degli Studenti. “Abbiamo subito sulla nostra pelle l’infattibilità di assolvere all’obbligo delle 200 e 400 ore di alternanza scuola lavoro” commenta Danilo Lampis dell’Uds, rivelando come spesso si sia trattato di “percorsi non affini con quanto studiamo ogni giorno, iniziati a nostre spese, che si sono risolti in troppi casi in vero e proprio lavoro gratuito, tradendo dunque l’obiettivo dell’alternanza scuola-lavoro che dovrebbe essere una metodologia didattica a tutti gli effetti”.

“A questi inconvenienti sull’alternanza scuola-lavoro – continua Lampis - Si deve aggiungere la torsione autoritaria di dirigenti scolastici ‘manager’, riscontrata più volte nell’inasprimento di misure repressive ai danni della libertà di opinione degli studenti, come nel caso delle sospensioni ai danni di chi ha boicottato i test Invalsi. Siamo preoccupati dall’atmosfera competitiva che si sta innescando tra le scuole e tra i docenti, la 'Buona Scuola' ha inserito una logica aziendale all’interno delle scuole”.

E proprio l’Uds annuncia il lancio della campagna "Stiamo Diritti – Students’ (R)evolution", “Una grande consultazione studentesca sulla vita scolastica, sui nuovi diritti e su come migliorare la scuola pubblica”, con l’obiettivo di “scrivere un nuovo statuto dei diritti delle studentesse e degli studenti”.

A commentare questo primo anno di Buona Scuola è anche Anief, l’associazione sindacale degli insegnanti che, oltre ad appoggiare le critiche emerse dal mondo studentesco, ha sottolineato come la legge 107/2015 abbia “acuito, anziché risolvere, i problemi dell’istruzione pubblica”.

Gli insegnanti puntano il dito soprattutto contro “l’imminente chiamata diretta dei docenti da parte del preside, l’assegnazione del bonus di 24mila euro a pochi docenti meritevoli, il boom di supplenze annuali, anche dopo il piano straordinario di reclutamento e le mancate stabilizzazioni, malgrado vi siano 80mila laureati abilitati che chiedono solo di essere immessi in ruolo”. Anief rivela poi come “tutto il personale Ata continua ed essere dimenticato, compresi i Dsga. E pure il concorso per dirigenti non arriva”.


Ascolta l'intervista a Danilo Lampis

Ascolta l'ntervista a Marcello Pacifico

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