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Io sono contro il referendum e lo dico chiaro e tondo


di Matteo Bortolini
Non sarebbe difficile essere di sinistra
Non sarebbe difficile essere di sinistra

Non me ne vogliano ascoltatori, redattori e lettori, ma il Pastone e la garrota si schiera contro il referendum del Comitato articolo 33, senza se e senza ma.

Le ragioni sono tante, a partire dal modo furbesco in cui è formulato il quesito alla palese furia ideologica che pervade l'azione del Comitato promotore. In realtà quello che mi infastidisce di più è la mancanza di senso di responsabilità dei promotori. Dovrebbero dirci, fuori dai principi e dall'ideologia, se/come le risorse "risparmiate" andrebbero effettivamente ad aprire nuovi posti. Vorrei sapere cosa farebbero Mirco Pieralisi o Francesca De Benedetti (che, tra parentesi, può essere criticata e non ricandidata dal suo partito, ci mancherebbe altro, un giorno ci lamentiamo che il PD non prende posizione e il giorno dopo ci lamentiamo delle posizioni che prende, ma per favore) se diventassero assessori alla scuola il giorno dopo la vittoria (?) al referendum. Vorrei che ci dicessero come farebbero a usare quei soldini per dare posti ai bambini che son rimasti fuori. Non idee o ideologia, vorrei i conti. 

Ma vorrei anche che la sinistra – la sinistra! – smettesse di essere così oscenamente statalista. Così ciecamente anticlericale. Così convinta della propria superiorità ideale/idoelogica, come se tutti gli altri fossero dei dementi o dei profittatori. Vorrei che la sinistra fosse per la libertà, la libertà di creare scuole e aggregazione, di tutti i tipi. Per la libertà di crescere dove e come si vuole. Per la libertà contro lo statalismo (chissà se qualcuno si ricorda che per Marx lo Stato è il comitato d'affari della borghesia, chissà chissà). E che la piantasse di usare la Costituzione quando le va bene (per esempio sui finanziamenti alla scuola) e la mettesse da parte quando invece non le va bene (per esempio sul concetto di famiglia). Lo dico col cuore in mano, amici di veterosinistra, se non va bene una politica più che decennale sulla scuola, andate in un altro partito, in un'altra giunta, in un altro schieramento. Ci sono frotte di grillini che vi aspettano a braccia aperte, con le loro proposte "libertarie" di creare sezioni "laiche" nelle scuole cattoliche. E' proprio vero che la libertà è qualcosa che bisogna vivere, non qualcosa che sta scritto sui libri (che libri poi?).

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