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Verrà presentato questa sera alla Casa della Conoscenza di Casalecchio, all’interno del Festival della Storia, la graphic novel “Io dov’ero? Il giorno in cui cadde il muro” (Lavieri Comics). Nel 25° anniversario della caduta del Muro di Berlino, il nostro redattore Francesco Ditaranto ha raccolto la storia di un altro nostro redattore, Andrea Gozza, che si trovava a Berlino il 9 novembre del 1989.

Essere nel posto giusto al momento giusto e mancare l’appuntamento con la Storia. È quanto successe il 9 novembre del 1989 al nostro redattore Andrea Gozza, che si trovava a Berlino per lavoro nel giorno in cui cadde il muro e finì un’epoca, ma che in un primo momento non ebbe grande consapevolezza di quanto stava accadendo. Una storia che fa sorridere, ma che racconta anche molto di un evento che ai più giovani sembra lontano, ma che ha cambiato radicalmente il mondo e le nostre vite.
A 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino, quell’esperienza è stata raccolta da un altro nostro redattore, Francesco Ditaranto, che ne ha fatto una storia, disegnata da Lucrezia Bugané ed impressa a futura memoria nella graphic novel “Io dov’ero? Il giorno in cui cadde il muro” (Lavieri Comics).

Il fumetto verrà presentato in anteprima alle 19 di questa sera, all’interno del Festival della Storia, presso la Casa della Conoscenza di Casalecchio, in via Porrettana 360.
“Il taglio che ha dato Francesco alla storia – racconta il fumettista Giuseppe Palumbo che ha collaborato alla stesura della sceneggiatura – ci interroga su come le vite quotidiane si misurino con grandi eventi storici“.
E così l’architettura di Berlino Est, le mitiche Trabant – le auto della Ddr – e persino l’odore di olio bruciato che producevano, sono stati colti dalla matita di Bugané, che attraverso le ricostruzioni fotografiche di chi, per ragioni anagrafiche, non poteva essere là, ha ricostruito quell’atmosfera.

“La storia è quella di un operaio della Weber di Bologna – spiega Ditaranto – che era là per prestare le proprie competenze in materia di carburatori e avviare una nuova fabbrica”. Il racconto, dunque, è filtrato attraverso gli occhi di un lavoratore italiano che si immerge in una dimensione, quella del socialismo reale, che non conosceva e a cui non era abituato. Dai beni di prima necessità che mancavano al pessimo vino, fino ad un cinese che contrabbandava whisky: è la vita quotidiana che si approccia ad uno spartiacque della storia.

“Sono tornato diverse volte a Berlino est – racconta Gozza – ed è ovviamente molto cambiata. Quella città è in continua evoluzione, ma nella popolazione dell’est si è manifestata anche una certa forma di nostalgia per quel mondo. C’è chi ha perso il lavoro ed ha visto il prezzo dell’affitto moltiplicarsi di 800 volte e chi, come le donne, nella Berlino comunista aveva più diritti rispetto a quelli dell’ovest”.
Oggi, a 25 anni di distanza, le giovani generazioni hanno forse solo l’immagine dei giovani che demolivano il muro, ma sanno poco di quello che ha simbolicamente significato. In questo senso, la graphic novel di Ditaranto dà un piccolo ma importante contributo.