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"InFalsi", La protesta contro la lotteria dei test Invalsi

In piazza Nettuno iniziativa dei Cobas Scuola contro i test Invalsi.


di redazione
Categorie: Istruzione
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In piazza Re Enzo, questa mattina, Cobas Scuola e Precari della Scuola hanno inscenato una protesta contro i test Invalsi, definiti "InFalsi". Per gli insegnanti, i quiz a crocette non sono lo strumento adeguato per valutare il livello di apprendimento e la qualità dell'insegnamento.

Questa mattina gli insegnanti di Cobas Scuola e Precari della Scuola di Bologna hanno inscenato una protesta in piazza Re Enzo contro i test Invalsi, lo strumento adottato da alcuni anni dal Ministero per misurare la preparazione degli studenti e la qualità degli insegnanti.
La protesta ha avuto un registro parodistico, trasformando i quiz ministeriali in quelli di una "grande lotteria dei quiz InFalsi".
"L’illustre Chiarissimo Dottor Professor D’Ottone Bottone Del Pantalone - ironizzano i manifestanti - accompagnato da un qualificatissimo gruppo di somministratori precari di professione, vi mostrerà come quando e perché una crocetta non è solo una crocetta".

"Vincere è facile, partecipare è obbligatorio" è uno degli slogan scelti per denunciare come lo strumento del test Invalsi, in realtà, non sia adeguato e non tenga in considerazione aspetti importanti della didattica, come la cooperazione tra studenti e il senso critico che è compito della scuola insegnare.

A partecipare all'iniziativa anche Gianluca Gabrielli, insegnante alle elementari "Fortuzzi", che nei giorni scorsi ha scelto di fare disobbedienza civile, non somministrando i test ai suoi alunni. "I test pretendono di misurare le qualità di studenti, insegnanti e della scuola tutta - spiega Gabrielli - mentre non hanno questa capacità perché sono uguali in tutta Italia, sono standardizzati e somministrati a tempo, mentre i bambini per apprendere hanno bisogno di tempi distesi, di discuterne dopo tra loro e in maniera cooperativa".

Gabrielli lamenta il fatto che la settimana scorsa, in occasione dello sciopero del 5 maggio, avrebbe voluto incrociare le braccia come tanti colleghi, ma il Ministero ha spostato la prova proprio durante quella giornata.
L'insegnante, allora, si è recato in classe ed ha tenuto una normale lezione, rifiutandosi di far sostenere la prova ai suoi alunni. Un gesto che lo espone potenzialmente a provvedimenti disciplinari, che per il momento non sono arrivati.


Ascolta le interviste a Gianluca Gabrielli ed Edoardo Secchi
Tags: Sciopero, Scuola

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