Si susseguono le notizie che riguardano lo stabilimento siderurgico di Taranto. Questa mattina il gip Patrizia Todisco, su richiesta della procura del capoluogo jonico, ha sollevato la questione di costituzionalità sulla legge “Salva Ilva”. Mentre è previsto per domani l’arrivo del ministro dell’ambiente Clini, è stato arrestato a Londra Fabio Riva.

In attesa di una decisione della corte costituzionale sulla legittimità della legge 231, meglio conosciuta come “Salva Ilva”, tutto fermo in procura a Taranto. Il gip, Patrizia Todisco, ha sollevato la questione di legittimità, su richiesta della procura. In mattinata Bruno Ferrante, presidente dell’Ilva, ha depositato un’istanza per chiedere il dissequestro del materiale già prodotto. I proventi della vendita sarebbero destinati, secondo Ferrante, all’opera di bonifica dello stabilimento e al pagamento degli operai.
 
Intanto è stato rintracciato a Londra Fabio Riva, ricercato da due mesi. Riva, si troverebbe ora in libertà vigilata nella capitale britannica, dietro il pagamento di una cauzione.

Sul fronte istituzionale, domani è attesa la visita nella cittadina jonica del ministro dell’Ambiente Corrado Clini. Il procuratore generale Franco Sebastio si è detto possibilista a proposito di un incontro con il ministro.

Si intensifica, intanto, la presenza di forze dell’ordine. Sarebbero altri 500 gli operatori di sicurezza inviati nei pressi dello stabilimento siderurgico.

Eligio De Mitri, del Comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti, considera assolutamente prevedibile la notizia della questione di legittimità sollevata dal gip Todisco. “Vista la sostanzionale inefficacia del decreto” sostiene De Mitri “solo la Corte Costituzionale potrà risolvere il problema. In questo momento si deve avere massima fiducia nella magistratura e il governo deve preoccuparsi di mettere in atto un piano per lo sviluppo a Taranto”.

Per il rappresentante del comitato, l’intensificarsi della presenza delle forze dell’ordine, è ingiustificato e sembra tendere più che altro a creare tensione.”Fino ad oggi le uniche situazioni di disordine pubblico in città, sono legate alle manifestazioni organizzate con la complicità dell’azienda” afferma De Mitri.

“Il materiale posto sotto sequestro dalla magistratura è l’unica garanzia della bonifica e del pagamento dei salari degli operai. Riteniamo che l’unico ente che possa decidere di quel materiale sia la magistratura” conclude.

Francesco Ditaranto