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Il pm antimafia Di Matteo è cittadino onorario di Bologna

Cittadinanza onoraria conferita oggi a Palazzo d'Accursio al magistrato antimafia Antonino Di Matteo.


di redazione
Categorie: Giustizia
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Antonino Di Matteo ha ricevuto oggi la cittadinanza onoraria di Bologna. Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati di Palermo dal 1999, Di Matteo da più di 20 anni si occupa in prima linea della lotta contro le mafie, nonché delle indagini riguardanti i delitti eccellenti e le stragi di stampo mafioso e del rapporto tra mafia, politica e istituzioni. "Serve nuova Resistenza alle mafie e alla mentalità mafiosa".

Ha avuto luogo oggi a Palazzo d'Accursio la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria al magistrato Antonino Di Matteo, con l'intervento del presidente del Consiglio comunale Simona Lembi e del sindaco di Bologna Virginio Merola. La seduta si è aperta con l'introduzione della Lembi e la lettura delle motivazioni del conferimento, citando il fatto che "recenti inchieste hanno dimostrato che, anche il territorio dell'Emilia-Romagna, non è estraneo al fenomeno mafioso; la reazione delle Istituzioni pubbliche è la prima a doversi manifestare, per dare un segnale di attenzione e vicinanza a chi, in questo momento, è più esposto nella difesa dei valori di libertà."

L'intervento di Merola ha posto l'accento sul fatto che questa è soprattutto una battaglia culturale tesa a fare in modo che ognuno di noi si senta impegnato a prendere posizione contro le mafie. Il discorso si è concentrato particolarmente sull'importanza del "consegnare quest'eredità ai giovani affinché ne sappiano fare il miglior uso possibile, nella consapevolezza che nessuna comunità di fronte al fenomeno delle mafie può permettersi di pensare di esserne fuori oppure di esserne colpita solo indirettamente".

In aula infatti anche molti giovani delle scuole superiori di Bologna che hanno partecipato al concorso "Fai la cosa giusta", finalizzato a promuovere la cultura della cittadinanza responsabile e della legalità tra i giovani, ma anche a favorire la conoscenza del fenomeno mafioso e a prevenire il fenomeno del gioco d'azzardo e della ludo-dipendenza.

Di Matteo si è mostrato emozionato e molto grato per la cittadinanza onoraria conferitagli. Per il pm, a servizio di quella collettività che lui chiama "esercizio silenzioso dei senza potere", questa iniziativa rappresenta un abbraccio ideale di una comunità a tutti coloro che quotidianamente spendono il loro impegno nelle azioni di contrasto alla criminalità organizzata. Invita tutti a un'ulteriore riflessione su "che cosa oggi è diventata la mafia" nonché su cosa è stato, anche nella stessa Bologna: "città decorata con la medaglia d'oro al valore militare per il contributo dato alla Resistenza e alla Liberazione dal nazifascimo, ma anche medaglia d'oro al valor civile a seguito dell'attentato del 2 agosto del 1980".

Il cittadino onorario è partito dalla "consapevolezza che oggi deve essere prioritaria una nuova forma di Resistenza per vincere un'insidiosa guerra di liberazione contro le mafie, la mentalità mafiosa, la diffusione di questa mentalità anche nell'esercizio di potere. Una guerra di liberazione contro la corruzione, le lobby, le massonerie, l'illegalità diffusa che a tutti i livelli sta progressivamente erodendo e sfaldando come un cancro il tessuto sociale del nostro Paese, nonché una lotta contro la rassegnazione a convivere con quei fenomeni criminali". Insomma, "una rivoluzione culturale che, partendo dai giovani, riesca a restituire all'Italia il fresco profumo della libertà, della solidarietà, di una democrazia reale frutto compiuto di un percorso di giustizia e di verità".

Claudia Serra


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